A 50 anni dal ritrovamento delle famose sculture, i Bronzi di Riace nascondono dei misteri irrisolti. A parte l’ipotesi – che mai nessuna inchiesta giudiziaria ha stabilito – del terzo bronzo o di altre statue presenti al momento del ritrovamento, la domanda che da sempre aleggia ai Bronzi di Riace è dove siano finiti elmo, lancia e scudi. Purtroppo nessuno sa dirlo. Si tratta, infatti, di uno dei misteri che girano attorno a essi. Alcuni sostengono che siano stati trafugati, altri ritengono che siano andati semplicemente persi nel naufragio. Ma nemmeno sull’ipotesi naufragio gli storici sono concordi. Potrebbe, infatti, essere andata diversamente.
I Bronzi di Riace furono scoperti nel 1972 per caso da un sub dilettante, Stefano Mariottini, che stava facendo delle immersioni a circa 300 metri dalla costa di Riace Marina, in provincia di Reggio Calabria, e a soli 8 metri di profondità che vide affiorare dall’acqua un braccio scuro pensò che si trattava di un cadavere. Invece, era appena diventato il protagonista di uno dei ritrovamenti più importanti dell’età classica.
I due bronzi del V secolo a.C. sono ora conservati in una sala climatizzata nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.
Giuseppe Braghò, giornalista calabrese appassionato di archeologia, è convinto che ci siano altri indizi, se non un’altra statua, in attesa di essere scoperta. Nelle dichiarazioni ufficiali del 1972, Mariottini disse ai carabinieri di aver avvistato “un gruppo” di bronzi, aggiungendo che uno di questi aveva “le braccia aperte e una gamba davanti all’altra”, descrizione che non corrisponde ai due bronzi ora esposti a Reggio Calabria. Inoltre, le ispezioni sonar effettuate da ricercatori su una nave statunitense nel 2004, indicherebbero la presenza di oggetti metallici vicino al luogo della scoperta. Ci siamo domandati se le due statue siano davvero gli unici reperti trovati in quei fondali o se, accanto a questi, c’erano anche uno scudo e forse un terzo bronzo, come si evincerebbe dalla denuncia del ritrovamento compilata dal sub romano Stefano Mariottini, lo scopritore ufficiale dei due bronzi. Si pensa che il terzo bronzo fu trafugato, portato in una villa a Roma e venduto agli americani poco dopo il suo ritrovamento.
Il 19 luglio alle ore 17.30 l’ODV Centro Antiviolenza Margherita e l’Associazione San Camillo Onlus e del gruppo AziendeItalia, in collaborazione con il Centro Studi Federico Caffè, e con l’Associazione “Jaques De Molay ONLUS” patrocinato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, organizzano presso la sala biblioteca “G. Trisolini “ di Reggio Calabria una conferenza sull’ipotesi del Terzo bronzo dove interverranno il Professore Riccardo Partinico, la cui ipotesi sui Bronzi è che potrebbero rappresentare gli Ateniesi Temistocle e Pericle, politici di spicco e militari famosi per aver guidato gli eserciti alla vittoria nelle più importanti guerre nel V secolo a. C. (l’ipotesi è fondata sulla comparazione dei risultati delle analisi effettuate dal ministero per i Beni Culturali con gli studi anatomici, le deduzioni e le ricerche storiche che ho svolto sin dall’anno 2005, quando presso la Biblioteca di Reggio Calabria ha presentato le sue prime intuizioni); Giuseppe Braghò, autore dei due Libri “I bronzi di Riace” e “Facce di Bronzo”; Paolo Montefusco autore di “Mythos” il romanzo storico ambientato nel V sec. a.C. che fa perno intorno alle statue note come i Bronzi di Riace, avanzando teorie e ipotesi che potrebbero riscrivere la storia delle due (o meglio sette) sculture


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