“14 luglio 1970: attualità e significato storico-morale della Rivolta di Reggio” è il titolo della quinta conversazione del ciclo di incontri che si svolgeranno per tutto il mese di luglio a riguardo i moti di Reggio del 1970. Il Circolo Culturale “L’Agorà” non è nuovo a queste iniziative, organizzando a far data dal 2000 diversi momenti di riflessione su tale periodo storico che rappresenta la ribellione urbana più lunga che la storia della nostra repubblica ricordi, con migliaia di feriti, arresti, diverse vittime sia tra i civili che tra le forze dell’ordine. Era un caldo martedì del 14 Luglio del 1970, in quella settimana la gente negli USA ascoltava “Mama Told Me (Not To Come)” di Three Dog Night.
In Inghilterra “In The Summertime” di Mungo Jerry era una delle 5 canzoni più vendute. Nelle classifiche italiane si ascoltavano “La lontananza” di Domenico Modugno e “Fin che la barca va” di Orietta Berti. E proprio prendendo spunto dal testo della cantante emiliana le istituzioni ed i partiti non riuscirono nella loro navigazione amministrativa, i partiti non riuscirono a controllare la politica, entrambi schiantandosi contro gli scogli lungo la rotta di Reggio Calabria. Ciò diede vita alla più grande rivolta spontanea e popolare d’Europa dopo la seconda guerra mondiale: i fatti di Reggio furono un evento importantissimo legati al periodo storico italiano e non solo. Diversi sono gli accadimenti che si verificarono nella Città dello Stretto e che ancora su molti dei quali cala una fitta serie di interrogativi ancora irrisolti.
Tutto ebbe inizio il 5 luglio quando l’allora sindaco, Piero Battaglia (DC), con il suo “Rapporto alla città”, informò i reggini dell’accordo politico-istituzionale fatto a Roma, sull’asse Catanzaro-Cosenza, ai danni di Reggio Calabria. Al centro della questione la decisione, appoggiata da Roma, di scegliere Catanzaro come sede del capoluogo della Calabria, una decisione caldeggiata e favorita in particolare dai politici cosentini Riccardo Misasi e Giacomo Mancini, all’epoca influenti l’uno nella DC, l’altro nel PSI, e ritenuti i veri responsabili di questo “furto del capoluogo”. Fu la scintilla di una rivolta che diventerà inarrestabile all’indomani della decisione di convocare a Catanzaro la prima seduta del neo eletto Consiglio regionale della Calabria. Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da venerdì 29 luglio.


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