Il racconto di una storia, una di quelle belle, dal sapore antico ma che si proietta verso il futuro. Una storia che nasce da un quartiere di Reggio Calabria che “non esiste più” ed è “il rione minimo di San Giovannello” abitato da una generazione proveniente dalla guerra, che ha cercato di costruire un futuro dignitoso. “In quelle umili, case basse, si viveva quotidianamente con grandi sacrifici ma con alto senso di responsabilità e solidarietà e che hanno dato i natali a un uomo di grande spessore, che con le sue doti prima umane e poi artistiche, ha dato lustro a un’intera città”, racconta Pino De Felice (comitato San Giovannello-Eremo). Il riferimento va al noto restauratore Ilario De Marco, che recentemente ha avuto un importante premio dalle istituzioni locali.
“L’intento che questo comitato vuole raggiungere è quello di invitare alla riappropriazione e divulgazione dei valori che appartennero ad una “Reggio belle e gentile”, proprio adesso che la città attraversa un momento di degrado e che stenta a risollevarsi. I valori e il senso di comunità e di appartenenza del nostro caro concittadino, ci spingono a riprendere e proseguire un cammino, nel ricordo proiettato verso un futuro migliore. Siamo fermamente convinti, che questi vissuti non debbano essere cancellati, ma essere da esempio per le classi dirigenti e non solo, per ricostruire le fondamenta positive della nostra città”, conclude il suo pensiero Pino De Felice.


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