Estate con il caro prezzo in tutta Italia, i costi degli ombrelloni sono aumentati anche se c’è differenza tra le varie Regioni. Secondo quanto riportato in un’analisi evidenziata da +Europa, in Sicilia e Calabria la spesa per i servizi in spiaggia è di poco superiore alla media, ma corrisponde comunque alla metà di quanto si spende in Liguria. Nelle località di Taormina e Giardini Naxos (provincia di Messina) per ombrellone più un lettino si spende 180 euro a settimane, mentre a Soverato (Catanzaro) e Pizzo Calabro (Vibo Valentia) si arriva a sborsare rispettivamente 210 e 196 euro.
Prezzi molto più bassi se si considera la spiaggia di Alassio, in Liguria, dove un ombrellone e un lettino costano 380 euro a settimana, ossia 54 euro al giorno. Tra Ischia e Gallipoli, quindi altre località turistiche del sud Italia la lotta per il secondo e il terzo posto è all’ultimo centesimo: 280-282 euro, pari a 40 e a 40,2o euro al giorno. E si potrebbe continuare: 245 euro a Capalbio, in Toscana; 240 a San Teodoro, in Sardegna, che inizia ad avvicinarsi alle media calabresi e siciliane.
“Mentre i balneari, da un lato, si oppongono alla messa a gara, dall’altro continuano a rincarare i prezzi, facendosi strapagare il minimo indispensabile: un ombrellone e un lettino. Il tutto, a fronte di concessioni pagate il nulla e continuamente prorogate”, spiega Anna Lisa Nalin, Segreteria nazionale +Europa. “Pensate – prosegue – che, il Papeete, il cui fatturato ammonta a 3 milioni di euro annui, paga un canone di appena 10.000 euro all’anno. Un meccanismo ingiusto, iniquo, illiberale, che penalizza milioni di consumatori a vantaggio di poche persone, che chiude le porte a tanti giovani imprenditori balneari e che impedisce allo Stato di ricavare miliardi e miliardi. Un meccanismo che si può rompere in un modo semplice: mettendo a gara le concessioni balneari”.


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