E’ terminato l’incontro odierno tra il Presidente della Regione Calabria Occhiuto e i Sindaci dell’Associazione “Città degli Ulivi”, che avevano chiesto un confronto al Governatore in merito alle questioni del termovalorizzatore e del ciclo integrato dei rifiuti. In rappresentanza dell’Associazione i Presidenti dell’Assemblea e del Comitato, Giuseppe Zampogna e Francesco Cosentino, unitamente al Sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio. La questione è chiara e abbastanza nota: la Regione vorrebbe raddoppiare il termovalorizzatore già presente a Gioia Tauro, ma i Sindaci metropolitani si sono opposti, con tanto di comunicati e di manifestazioni che hanno coinvolto anche la cittadinanza.
I primi tre primi cittadini, nell’incontro odierno, hanno riportato le perplessità in merito al raddoppio dell’impianto chiedendo di “puntare decisamente al completamento della terza e della quarta linea, da ammodernare con criteri improntati ad efficienza e innovazione tecnologica, dismettendo le due linee attualmente in uso, che sono obsolete e necessitano di adeguamento”. In particolare Zampogna e Cosentino hanno messo l’accento sulla “necessità di trovare forme adeguate di controllo, nelle quali andrebbero coinvolte le realtà locali, tenendo presente la rilevante importanza del metodo di gestione e delle possibili ricadute sul territorio della Piana”. La posizione, già espressa nei giorni scorsi anche da Brunetti e Versace, Sindaci f.f. rispettivamente di Comune e Città Metropolitana di Reggio Calabria, è relativa al fatto che non considerano un termovalorizzatore quello di Gioia Tauro, ma lo ritengono un impianto obsoleto e da riammodernare. E intanto continuano a spingere sulla raccolta differenziata, ormai presente ininterrottamente a Reggio da 8 anni con risultati altalenanti anche perché non accompagnata da un sistema che insieme possa dare una mano e eliminare (non ridurre) il degrado presente tra le strade della città.
Per contro, pur avendo ascoltato le richieste, il Governatore Occhiuto ha proposto ai Sindaci un documento dettagliato in cui ha spiegato i motivi per cui dire “sì” al raddoppio, evidenziando le differenze tra l’impianto attuale e quelle che vi sarebbero in caso di raddoppio. Adesso, si legge nel documento, “bassissima affidabilità, rischio di emissioni non controllate, continui fermi impianto e necessità d’interventi d’urgenza, incremento dello smaltimento in discarica, perdita di risorse energetiche”. Il polo tecnologico di domani, invece, garantirebbe una “riduzione delle emissioni in atmosfera, una riduzione degli impatti ambientali, un miglioramento dell’efficienza energetica, un monitoraggio continuo delle emissioni, un approccio differenziato e specifico per inquinanti ‘chiave’ con conseguente riduzione degli impatti”.


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