Prosegue la battaglia ideologica contro il Ponte sullo Stretto. Se da un lato il Governo Regionale in Calabria spinge per la realizzazione dell’opera e cerca di trovare manforte dalle istituzioni siciliane, dall’altra c’è chi all’interno delle aule di Palazzo Campanella fa di tutto per remare contro. Ne è un esempio il Consigliere Davide Tavernise, Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio Regionale della Calabria, che sui social scrive: “ho letto che il Presidente Occhiuto ha dichiarato, testualmente, ‘che il ponte sullo Stretto è vitale per il Sud’. Apprezzo molto il Presidente Occhiuto e devo ammettere che, al di là dei colori politici differenti, sta provando a cambiare le cose. Però ci sono dei confini che non si possono superare, uno di questi è il Ponte sullo Stretto”.
“La Calabria – prosegue Tavernise – sta ricevendo da Roma alcuni fondi che non bastano a completare la SS 106, non abbiamo ancora un euro sull’Alta velocità e i lavori dell’elettrificazione della ferrovia jonica sono ancora in corso. Ci sono delle priorità per la nostra Regione, e si chiamano strade e ferrovie che in alcuni territori sono ancora quelle di 50 anni fa. Non possiamo permetterci di spendere miliardi di euro per un Ponte quando abbiamo 400 km di strade in Calabria che sono ancora a due corsie. Rimaniamo seri!”. E’ questo il classico “benaltrismo”, che si basa sulla teoria secondo la quale prima occorre realizzare tutte le infrastrutture e solo dopo eventualmente il collegamento stabile tra Messina e Reggio Calabria. Una teoria obsoleta e ipocrita sostenuta da chi è contrario alla realizzazione dell’opera.
È evidente peraltro che la costruzione del Ponte farebbe da leva a tutto ciò che finora non è stato realizzato: il Def Infrastrutture che è stato presentato dal Ministro Enrico Giovannini ha ancora alcuni nodi da sciogliere, “a partire proprio dal collegamento stabile sullo Stretto di Messina”. Come spiega il Sole 24 Ore, “i tempi per la realizzazione non sono maturi: si aspetta il progetto di fattibilità tecnica ed economica di Rfi che darà risposte non solo alla soluzione tecnica da adottare, ponte a una o a tre campate o anche niente, ma metterà i punti fermi per la definitiva progettazione della ferrovia Salerno-Reggio Calabria”. Insomma, è chiaro che senza il Ponte sullo Stretto è molto complicato pensare ad un ampio sistema di collegamenti, che comprende anche la Palermo-Catania-Messina e la struttura logistica dei porti di Ragusa e Gioia Tauro. E’ proprio il caso di dire “rimaniamo seri”, perché il treno per lo sviluppo della Calabria sta passando adesso, e si rischia ancora una volta di restare a piedi.


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