Di motivi ce ne sono. E anche tanti. Motivi per cui dire “sì” al Mediterranean Life, la futuristica opera che rivoluzionerebbe l’area Sud di Reggio Calabria. La storia è nota e su queste pagine la ripercorriamo spesso. E spesso anche lo stesso Architetto Giuseppe Falduto, tramite i social o il nostro giornale, prova a “stimolare” istituzioni e opinione pubblica affinché queste si smuovano. Lo scorso novembre era stato approvato l’emendamento in Consiglio Comunale, ma a questo non è seguita la firma della delibera e permane ad oggi un immobilismo francamente inspiegabile. E negli ultimi giorni il Consigliere Ripepi è tornato sulla questione, chiedendosi i perché di tutto questo. In sostanza, sembra che tutti – o quasi – la vogliano, ma nessuno muove un dito.
E sempre sui social l’imprenditore reggino Falduto ha elencato i motivi per cui avrebbe senso realizzare un’opera così. Non solo l’aspetto estetico, ma anche quello economico, turistico, sociale. Un utente su Facebook ha chiesto – all’interno di un dibattito sul tema – “perché un ricco turista possessore di Mega Yacht dovrebbe scegliere un posto come Reggio Calabria, anzi Pellaro, e quindi se il progetto di Mediterranean Life ha una validità economica oppure no”. E’ su questo che Falduto ha provato a rispondere. Di seguito tutti i motivi:
- La posizione che è baricentrica rispetto al bacino dell’intero Mediterraneo;
- La vicinanza a località turistiche riconosciute a livello mondiale come Scilla, Taormina, Isole Eolie, Tropea, la nostra bellissima Costa ionica (Roccella, Siderno, Locri, ecc.) e quella tirrenica (Scilla, Bagnara, Palmi, ecc);
- Tre Aeroporti a poca distanza e addirittura uno dei tre a soli soli 2 Km (l’Aeroporto dello Stretto);
- Il centro cittadino a soli 5 minuti di macchina o 10 se si utilizza il treno;
- L’unico porto turistico vero di tutto il Sud Italia e non solo, con circa 300 posti barca, una piscina olimpionica per fare gare di livello mondiale, una banchina che ospita 22 locali adibiti alla vendita e al consumo di prodotti tipici locali affidati direttamente a 22 aziende produttrici;
- Un acquario realizzato nel fondale della banchina che si realizza su un percorso sottomarino lungo un Km, in grado di fare vedere dal vivo il fondale dello stretto tra Reggio e Messina;
- Un teatro all’aperto per fare teatro e musica per circa 1000 spettatori;
- Una piscina scoperta;
- L’attracco per idrovolanti da utilizzare per fare tour aerei e collegamenti ultra veloci con le località turistiche e l’Aspromonte;
- Una torre alta circa 190 metri che diventa anch’essa una attrazione perché attraverso un ascensore panoramico consente la vista sull’Etna e sullo stretto da una posizione unica e irripetibile e con 10 sale cinematografiche, 2 bowling, un centro commerciale tradizionale (che già esiste) e una nuova galleria con le più importanti griffe mondiali, un hotel a 7 stelle e 50 appartamenti super lussuosi;
- Un palazzetto dello sport per circa 7.000 posti a sedere in grado di ospitare concerti e spettacoli tutto l’anno;
- Un centro medico di eccellenza;
- Un teatro per 1800 posti.
“In sostanza un posto che ospiterà convegni e ritrovi di livello mondiale in una Città Italiana collegata con il resto del mondo da Porto, ferrovia e aerei. Un modo per fare conoscere la vita (la vita Mediterranea) con le comodità e le efficienze di Dubai o altri posti turistici di eccellenza. Dimenticavo di dire che il nostro vino ed in particolare quello di Bivongi stimola l’invidia positiva”, ha concluso Falduto con ironia. Con una speranza: “chissà che dopo Mediterranean Life non possa accadere quello che ci auguriamo tutti e cioè il ritorno di Reggio tra le città più belle e curate del mondo, io ci credo”.


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