Reggio Calabria, Aloisio sbotta: “città agonizzante, non fate striscioni solo su Reggina e Gallo”

Il presidente di Confesercenti Reggio Calabria rivolge un messaggio critico a chi protesta contro il presidente Gallo della Reggina ma non fa altrettanto per difendere la propria città, una tra le più povere d'Italia

In Calabria vola il tasso di disoccupazione e anche Reggio non se la passa bene. A commentare la notizia è Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti in città: “il reddito procapite è tra i più bassi, siamo negli ultimi posti delle province italiane per qualità della vita (101 su 107). Insomma, in sintesi Reggio Calabria è nelle posizioni peggiori in tutti gli indici economici e sociali riportati dalle varie classifiche redatte annualmente”. Il panorama sociale è davvero triste e Aloisio non si nasconde: “una città agonizzante da decenni che invece di dare cenni di miglioramento tende a peggiorare ma dove, a quanto sembra, l’unica classifica capace di smuovere uomini e coscienze sembra essere solo quella della Reggina”.

Già, la Reggina. In questi giorni è proprio il club amaranto l’argomento del giorno “in grado di innescare polemiche, proteste di piazza con tanto di striscioni, discussioni accesissime su “Gallo si o Gallo no””. E’ a questo punto che Aloisio sbotta e chiarisce la sua posizione: “per carità, non voglio essere frainteso, la passione per la propria squadra ci sta tutta ma vedere un tale interesse per le sorti della compagine calcistica cittadina ma non per quelle della città, francamente mi perplime. Forse, se invece di essere solo tifosi della Reggina lo fossimo anche di Reggio, riversando lo stesso impegno e la stessa passione per sostenerla, difenderla e tutelarla, potremmo finalmente aspirare a una posizione migliore in classifica, lottando per arrivare ai primi posti”“Una classifica, peraltro, sicuramente più importante di quella calcistica – sottolinea il presidente di Confesercenti Reggio Calabria – perché su questa, sui risultati che sapremo ottenere, ci giochiamo il nostro futuro e quello dei nostri figli”.