E’ ancora scontro tra Francesco Boccia e l’amministrazione Cateno De Luca. Dopo lo scambio accesso dello scorso weekend, il dibattito stavolta si basa su come l’ex Sindaco di Messina ha gestito i fondi garantiti dal Governo nel corso dell’emergenza Covid-19. “Continuo a sentire in questi giorni gli sproloqui dell’ormai ex sindaco De Luca – ha affermato il rappresentante del Governo Conte – , arricchiti dai suoi soliti insulti e dalle note mistificazioni della realtà. Noi siamo abituati a parlare con i numeri e i numeri certificano che De Luca ha tradito Messina. La città, così come tante altre, durante la pandemia è stata salvata dallo Stato, ricevendo le risorse necessarie per affrontare i momenti più difficili della crisi Covid-19; circostanza che l’ex sindaco e i suoi assessori continuano a negare spudoratamente”.
La nuova replica di De Luca non tarda ad arrivare: “Francesco Boccia continua ad attaccarmi perché ho detto che è venuto a Messina non per sostenere Franco De Domenico ma per incontrare il suo amico di merende politiche Francantonio Genovese… ancora però una volta l’ex ministro Boccia ha perso un’occasione buona per tacere. Eravamo nelle mani di nessuno, questi erano i responsabili che a livello nazionale hanno gestito la pandemia, se non ci saremmo mossi noi saremmo morti tutti. Vorrei fargli notare che continuare ad attaccare Cateno De Luca non basterà ad accreditare il candidato che la sua coalizione sostiene a Messina. Piuttosto siamo noi a sollecitare il confronto che lo stesso Boccia ha chiesto all’ex assessore della mia giunta Dafne Musolino con tanto di fact-checking. Noi siamo pronti a mostrare, come richiesto, in un confronto ufficiale tutti gli atti a conferma della veridicità delle nostre affermazioni”.
L’ex Sindaco di Messina ha ricordato lo strumento della Family Card e i sostegni alle imprese nei mesi più duri della pandemia. E poi sulle ultime novità: “il brand meridionalista che stiamo portando avanti li sta facendo tremare. Se tu pensi che vieni a Messina e ci pisci in testa, stai certo che non lo permetto né a te e né a nessuno. Non riuscirai a sporcare il lavoro che abbiamo fatto, non abbiamo paura di sapere quale sarà il nostro destino. Il 28 maggio parte il progetto perché il Meridione non può essere il pisciatoio d’Italia”.


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