È Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, il nuovo vicepresidente della Cei per l’area Sud. Lo ha eletto questa sera l’Assemblea generale dei vescovi in corso a Roma, in sostituzione del vescovo di Acireale, Antonino Raspanti, giunto alla fine del suo mandato. “Nel declino generale sociale, morale, persino demografico di una Regione drammaticamente afflitta da povertà e disagio, opportunismi, pratiche clientelari e malaffare, la Sua nomina a vice presidente della CEI per il Sud rappresenta un fatto dal rilievo indiscutibile”. E’ quanto scrive con una lettera Pino Assalone, coordinatore di “Democrazia e Lavoro” – Area della Sinistra CGIL, indirizzata a Monsignor Francesco Savino. “Il mondo del lavoro e le classi popolari – prosegue il sindacalista – , il mondo della cultura libero dai condizionamenti, quella parte della società sempre più sola ed in difficoltà che mantiene la testa alta e la schiena dritta, sta salutando con gioia e speranza il riconoscimento che Lei giustamente riceve e che Le affida importanti incombenze. Siamo certi che il Suo profilo e il Suo operare saprà contribuire alla rivitalizzazione di un Mezzogiorno che deve scrollarsi di dosso le incrostazioni antropologiche di un meridionalismo piagnone e passivo per riappropriarsi del giusto protagonismo, nonostante il disimpegno di gran parte della classe politica e del mondo istituzionale che tanto avrebbe dovuto e potuto fare nei decenni trascorsi”.
“La Sua esperienza di alto prelato in un territorio del Sud difficile e complesso – si legge ancora – , vissuta come rappresentante di una Chiesa il cui apostolato continua ad avere una forza profetica ed una esemplarità straordinaria con papa Francesco, sicuramente rappresenterà una potente guida per la futura azione della CEI. In quel territorio, dove emerge un intollerabile livello di illegalità ma solo come punta dell’iceberg di un coacervo di interessi e di intrecci perversi che soffocano l’intera Regione, Lei ha costituito l’agire di un pensiero forte e dirompente che non ha mai girato la testa dall’altra parte rispetto all’esplosione dei problemi e ha fatto vivere quei principi e quei valori della Cristianità, ma universali e tanto tanto condivisi nella nostra storia, sempre a fianco degli ultimi, italiani e migranti, di chi ha bisogno, di quegli scarti della nostra opulenta società dell’individualismo e del consumismo ma vere e proprie “pietre angolari” per chi ritiene che il mondo debba essere cambiato e che la giustizia sociale sia l’orizzonte da perseguire”.
“Quel mondo del lavoro e le classi popolari di cui parlavamo, quel mondo della cultura libero, quella parte sana della società, quella parte della Politica onesta, che guarda ai diritti di chi sta in “basso” e degli ultimi e che ha a cuore la Pace e il Creato, quella parte del Sindacato che lavora per sostenere chi fatica e stenta, le tante energie sopite ma cariche di germi di aspettativa e speranza, certamente si attendono molto da Lei. E saranno certo al Suo fianco per alimentare fiducia e coraggio e per aprire percorsi di riscatto sociale e morale. Auguri di un proficuo lavoro, caro Monsignor Savino”, conclude Assalone.


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