Al via un progetto pilota inter-universitario Italia-Cina per la gestione della nutrizione nei pazienti pediatrici con paralisi cerebrale. La collaborazione tra le due università, tra cui anche quella di Messina, è diretta a trasmettere le conoscenze italiane alla comunità medico-scientifica cinese, forte del fatto che solo attraverso un impegno congiunto e condiviso sia possibile affrontare le problematiche e rispondere al meglio alle esigenze dei pazienti. In particolare, come riporta l’agenzia Dire, lo studio aveva l’obiettivo di analizzare le difficoltà da affrontare per rispondere alle necessità non soddisfatte nella gestione nutrizionale dei bambini con paralisi cerebrale in Cina.
La collaborazione scientifica tra i due Paesi, intanto, ha già visto la pubblicazione del primo risultato: una survey realizzata con il supporto incondizionato di Nestlé Health Science e condotta da una équipe medica italiana-cinese, guidata dal professor Claudio Romano dell’Università di Messina, insieme alla dottoressa Li Hong dell’Università di Shangai, su oltre 550 professionisti sanitari in oltre 28 province (su 35) in Cina. Una rappresentanza quasi totale del territorio (82%) con una copertura che ha incluso i maggiori centri ospedalieri di riferimento, con più o meno expertise. Tramite l’indagine, gli esperti italiani hanno valutato la consapevolezza dei sanitari cinesi sulla gestione nutrizionale dei pazienti pediatrici con disabilità neurologiche e l’adesione nella pratica clinica quotidiana alle linee guida ESPGHAN, (European Society of Gastroenterology, Hepatology and Pediatric Nutrition), relative alla valutazione e al trattamento delle complicanze gastrointestinali e nutrizionali nei bambini con handicap neuromotorio, divulgate nel 2017 e di cui il professor Romano è il primo autore.
Quello che è emerso è che in Cina la gestione medico-sanitaria della paralisi cerebrale ha un volto diverso. A testimoniarlo è stata l’indagine stessa, che ha identificato e valutato le pratiche cliniche cinesi, non sempre conformi alle linee guida ESPGHAN. Diversi i parametri considerati: la valutazione dello stato nutrizionale, i bisogni energetici, la gestione della disfunzione orofaringea e della malattia da reflusso gastroesofageo, e la nutrizione enterale. Tra le evidenze, importante sottolineare la scarsa percentuale di bambini alimentati tramite sondino nasogastrico o gastrostomia (per via di approcci e culture differenti), nonostante la disfunzione della deglutizione sia piuttosto comune.
“Sono particolarmente orgoglioso di avere raggiunto i primi significativi risultati nell’ambito di un grande progetto di ricerca clinica a cui stiamo lavorando con i migliori esponenti della comunità medico-scientifica cinese – ha detto il professor Romano, anche vicepresidente SIGENP (Società Italiana di Gastroenterologia e Nutrizione Pediatrica) – . Ci avviciniamo sempre di più all’obiettivo finale che ci unisce: ottimizzare e migliorare l’assistenza medica complessiva relativa alla nutrizione clinica in Cina e a livello globale, e la qualità della vita dei bambini con paralisi cerebrale, con l’ambizione di ottenere risultati considerevoli anche negli adulti”. Ha quindi aggiunto la professoressa Li Hong, specialista in nutrizione clinica presso il Shanghai Children’s Medical Center: “questa indagine ci ha aiutato a capire che il mondo pediatrico in Cina ha compreso l’importanza della gestione nutrizionale nei bambini con danni neurologici. Anche grazie al nostro lavoro, hanno iniziato a inserire la nutrizione clinica nella pratica quotidiana, seguendo le linee guida internazionali, al fine di migliorare lo stato nutrizionale e l’esito clinico dei bambini con danni neurologici, a favore di una migliore qualità di vita per i pazienti e per le loro famiglie. Questo percorso non è così scontato, in quanto sul territorio cinese persiste una significativa disuguaglianza nell’assistenza sanitaria”.
I bambini affetti da paralisi cerebrale manifestano diverse comorbidità, che rappresentano un fattore fondamentale nell’insorgenza di stati di malnutrizione calorico-proteica, dei deficit di micronutrienti e delle possibili complicanze ad essi associate. Il 70% manifesta reflusso gastrointestinale, il 90% soffre di costipazione, il 90% ha problemi di deglutizione e il 60% è malnutrito. Numeri, questi, che rappresentano il motivo per cui una corretta gestione nutrizionale e le strategie di prevenzione possono fare la differenza sulla loro qualità di vita.
Italia vs Cina: i numeri del disturbo
La paralisi cerebrale è una condizione neurologica di cui soffrono circa 250mila bambini in Italia (e oltre un milione nel mondo) e a cui spesso si affiancano numerose comorbidità, che influenzano fortemente lo stato nutrizionale e la qualità della vita. In Cina, la paralisi cerebrale è la malattia più comune in età pediatrica, con un’incidenza di circa il 2,48%. Nel 2020, su 12 milioni di neonati, circa 29.760 sono nati con paralisi cerebrale. In Italia la ricerca ha fatto passi da gigante, sono infatti diffuse a livello nazionale le competenze che consentono ai bambini di avere tecniche e cure innovative messe in campo da professionisti sanitari e ricercatori.


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