E’ arrivata la sentenza sui 59 dirigenti dei club coinvolti nell’inchiesta plusvalenze nel calcio italiano. Il procuratore Chinè aveva chiesto per il presidente della Juve Andrea Agnelli 12 mesi di inibizione e per quello del Napoli Aurelio De Laurentiis 11 mesi e 5 giorni. Richiesta di multe e inibizioni anche per i dirigenti di altri club di A, B (Parma e Pisa) e C, ma alla fine sono tutti prosciolti. Così ha deciso il Tribunale Federale in primo grado, accogliendo le motivazioni richieste dalla difesa, che si basavano sostanzialmente sul fatto che – in assenza di un accordo che provi la falsificazione di un valore – non si possa procedere con un illecito. “Il Tribunale Federale Nazionale presieduto da Carlo Sica ha prosciolto tutte le società, i dirigenti e gli amministratori dei club che erano stati deferiti dalla Procura Federale per avere contabilizzato nelle relazioni finanziarie plusvalenze e diritti alle prestazioni dei calciatori per valori eccedenti a quelli consentiti dai principi contabili – si legge in un comunicato della Figc – Le motivazioni saranno rese note nei prossimi giorni”.
Inchiesta plusvalenze nel calcio italiano, arriva la sentenza: tutti prosciolti
Tutti prosciolti i 59 dirigenti dei club coinvolti nel caos plusvalenze nel calcio italiano


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