Sicilia, Musumeci snobbato da Lega e Forza Italia: “mi occupo di governare”. E sul Pnrr lancia un allarme…

Soltanto il partito di Giorgia Meloni ha deciso di appoggiare la candidatura del presidente Musumeci: il commento del governatore sulle elezioni regionali

“Ringrazio Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Francesco Lollobrigida per il sostegno che hanno dato alla mia ricandidatura”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, a margine del forum The European House – Ambrosetti tenutosi questa mattina a Palermo. Ieri La Russa e Lollobrigida, per sostenere la candidatura a sindaco di Carolina Varchi, avevano ribadito agli alleati di centrodestra la conferma di Musumeci per la corsa elettorale alle Regionali d’autunno, a differenza di altri partiti della coalizione che stanno guardando ad altri nomi. “Ormai sono come la mozzarella: scado tra qualche mese, con un grosso punto interrogativo sul dopo. Io mi occupo di governare”, ha affermato successivamente rispondendo a un giornalista che gli chiedeva di possibili interlocuzioni con gli alleati di centrodestra in chiave Regionali, anche alla luce della richiesta di Fratelli d’Italia di confermare l’attuale presidente della Regione per il voto d’autunno.

Un commento, poi, sulla proposta lanciata dalla Lega e da Salvini di una lista denominata ‘Prima l’Italia’ in chiave elezioni amministrative e regionali. “La Sicilia è stata molte volte laboratorio di formule politiche ma ricordo che anche Frankenstein è uscito da un laboratorio e il governo Crocetta non mi pare sia stato un esito assai felice di laboratorio”, ha affermato il governatore Musumeci. Dichiarazioni che seguono quanto espresso ieri dal senatore Fdi Ignazio la Russa a Palermo: “la Sicilia non può essere usata come cavia da laboratori”, aveva osservato l’ex ministro.

Musumeci su energia ed infrastrutture: “negli ultimi 60 anni mancata seria politica per il Mezzogiorno”

“A Roma e a Bruxelles manca una politica per il Mediterraneo: l’Europa non ha ancora idea di cosa vuole fare di quest’area. E noi abbiamo carenze strutturali proprio perché paghiamo da 70 anni la condizione di perifericità e marginalità rispetto al continente europeo. Bisogna però agire in questo senso adesso, e candidare la Sicilia ad essere una regione in cui le energie rinnovabili possono diventare una straordinaria opportunità, senza sacrificare il paesaggio e i terreni agricoli“. Queste le parole pronunciate dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, nel suo intervento al forum dell’Act Tank Sicilia, realizzato da The European House – Ambrosetti, che si è aperto oggi a Palazzo Belmonte Riso-Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo. Secondo Musumeci “negli ultimi 60 anni è mancata in Italia e in Europa una seria politica per il Mezzogiorno italiano. Anzi – ha aggiunto – credo che manchi da almeno un secolo”. Il governatore ha poi aggiunto, probabilmente riferendosi a Cateno De Luca: “non mi appassiona il dibattito sul nuovo meridionalismo, ma posso dire che sono state ricette tutte sbagliate quelle finora tutte tentate”.

“I propositi di tutti gli organismi europei verso il Mediterraneo – prosegue – sono rimasti solo sulla carta e ancora oggi la Sicilia rimane strategica per l’Italia e per l’Europa soltanto dal punto di vista della difesa”. Il governatore ha ricordato che “due delle più grandi basi militari dell’Europa e dell’occidente, e del Patto Atlantico, che nessuno naturalmente osa contestare, sono nell’Isola ma la Sicilia non può essere strategica solo per questo”. E sul Pnrr: “abbiamo bisogno di capire che sorte avrà il Pnrr: se non si sposta la data di scadenza di almeno due anni, ma io spero almeno quattro anni, non riusciremo ad utilizzare in pieno i fondi. Non riusciremo a utilizzare questa straordinaria opportunità perché molti Comuni non sono attrezzati – ha concluso – , manca la consulenza tecnica e c’è anche qualche confusione dentro qualche ministero a Roma. Abbiamo varato la nuova programmazione europea e l’abbiamo trasmessa al Parlamento siciliano: sono circa sette miliardi e mezzo, ora attendiamo di capire come potrà essere realizzata se non procederemo all’assunzione di almeno un migliaio di giovani laureati bravi e competenti”.