Anche il dott. Pierpaolo Correale, primario di oncologia del GOM di Reggio Calabria, tra gli autori di una importante ricerca in ambito oncologico sul mesotelioma pleurico maligno. Impegnato nella raccolta dei dati fondamentali per lo studio, l’esperto è anche stato citato per l’articolo “C’è già bisogno di fare i conti sull’immunoterapia contro il cancro?”, pubblicato lo scorso anno sul noto portale scientifico frontiersin.org. In questo nuovo studio sul raro tumore del distretto toracico (riguarda meno dell’1% di tutti i tumori, è fortemente associato all’esposizione alle fibre di amianto e nel 2020 ha colpito oltre 30.000 pazienti in tutto il mondo), è stato fatto un confronto tra 3 studi clinici randomizzati di terapie di prima linea per combattere il mesotelioma pleurico maligno: il Mesotelioma Cisplatino Pemetrexed Study (MPS) di cisplatino più pemetrexed vs cisplatino; il Mesotelioma Avastin Cisplatin Pemetrexed Study (MAPS) di cisplatino più pemetrexed più bevacizumab vs cisplatino più pemetrexed; e lo studio CheckMate743 (CM743) su nivolumab più ipilimumab vs cisplatino più pemetrexed.
In questo studio di efficacia comparativa su 1501 partecipanti, “la robustezza statistica dello studio Mesotelioma Cisplatino Pemetrexed (MPS), Mesotelioma Avastin Cisplatino Pemetrexed Study (MAPS) e CheckMate743 (CM743) è stata valutata mediante l’analisi delle curve di sopravvivenza, dedotta dalla sopravvivenza indice di fragilità e modelli di censura. Le curve di sopravvivenza globale dello studio CM743 e MAPS si sovrapponevano, nonostante il peggioramento del performance status in MAPS; nello studio CM743 è stata osservata una censura ineguale, in particolare nel sottotipo non epitelioide, e l’indice di fragilità dedotto dalla sopravvivenza era basso in tutti gli studi”, si legge nei risultati.
“Questi risultati suggeriscono che dai 3 studi inclusi non si può trarre alcuna conclusione in merito al beneficio in termini di sopravvivenza; i futuri studi clinici che coinvolgono nuovi trattamenti contro il cancro dovrebbero considerare più fattori prima della registrazione”, spiega l’articolo scientifico online su jamanetwork.com. Alcune terapie di prima linea recentemente proposte per il mesotelioma pleurico maligno (MPM) sono molto costose, ma il loro impatto sulla qualità della vita e sulla sopravvivenza globale dei pazienti analizzati rimane “discutibile”. Dato l’alto pedaggio sociale di questo tumore professionale aggressivo, “è fondamentale stabilire il reale beneficio clinico di questi trattamenti”. L’obiettivo della ricerca è stato quindi quello di “confrontare e analizzare direttamente la robustezza statistica dei 3 studi clinici randomizzati (RCT) di terapie di prima linea raccomandate per il MPM dal 2003”.


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