“Questa scomparsa rimane un mistero, se qualcuno ha visto qualcosa lo segnali anche in forma anonima”: è questo l’appello dei familiari di Nicolò Bonarrigo alla redazione di ‘Chi L’ha Visto’. Il 28 marzo 2012 è uscito la mattina per andare a pesca a Messina, ma non ha più fatto ritorno. La sua barca, con la quale era uscito per la battuta, è stata ritrovata il giorno dopo a 300 metri dalla riva. Un mistero che ancora oggi non è stato risolto e spinge i parenti a tentare ogni via per scoprire la verità.
Chi è Nicolò Bonarrigo?
Nicolò Bonarrigo, 75 anni al momento della scomparsa, pensionato, dal 1998 è tornato in Sicilia da dove era emigrato nel 1960 per lavorare come operaio nelle acciaierie Thyssen Krupp in Germania. Risiede con la moglie a Messina, a pochi chilometri dal mare. Appassionato di pesca, attraccata a Rodìa ha una piccola imbarcazione in vetroresina, di 3,50 metri, bianca con una striscia blu. Ha due nasse sistemate tra 500 e 700 metri dalla riva al largo di San Saba, con le quali pesca seppie che poi porta alla moglie o regala agli amici. Mercoledì 28 marzo è uscito alle 10:30 per andare a pesca con un amico. Ha parcheggiato a Rodìa, presso la spiaggia, la sua vecchia Fiat 500, che ha l’abitudine di non chiudere, lasciando la chiave nel portacenere per evitare di perderla. Lui e l’amico sono stati visti in mare da altri pescatori e da persone a riva tra le 12:45 e le 13:30 circa. Il giorno dopo la sua barca è stata trovata nel mare prospiciente San Saba, a 300 metri dalla riva, affondata dalla parte del motore con la prua rivolta verso l’alto. Lo scafo appariva intatto, con tutti i tappi nelle loro sedi. Nessuna traccia degli occupanti e delle chiavi del motore. Ha con sé le chiavi di casa, un portafoglio marrone di pelle con carta identità, la patente e il bancomat.


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