Avrebbe voluto approfittare della presenza del Ministro Enrico Giovannini all’evento “Il ruolo della Città Nuova” a Pescara il 25 febbraio 2022 per consegnare a mano una sua lettera al Presidente Sergio Mattarella, ma non è stato possibile. Non è riuscito infatti nel suo intento il Professore Enzo Siviero, Rettore dell’Università telematica eCAMPUS di Padova: l’assenza del Ministro non ha permesso di poter consegnare la copia cartacea dello Speciale della rivista Galileo, “Il Ponte Mediterraneo nonché copia del volumetto PNRR Nato per il Sud. Ma il Meridione sarà tradito?”. Il tema del Ponte sullo Stretto di Messina è particolarmente attuale, l’ingegner Siviero avrebbe avuto il piacere di “illustrare personalmente le ragioni per riprendere il progetto del ponte a campata unica e le ragioni per escludere a priori l’ipotesi del ponte a tre campate”. E’ per questo che, vista l’assenza del ministro all’evento organizzato dal Senatore Luciano D’Alfonso, l’esperto veneto ha deciso di inviare una lettera allo stesso Ministro. Ha segnalato innanzitutto quanto già diffuso in varie occasioni pubbliche, ovvero le “10 ragioni del perché il ponte a tre campate sullo Stretto di Messina non può avere futuro”:
- È stato bocciato già nel 1990 e ancor oggi non vi sono elementi significativi dal punto di vista della sicurezza Geologico Geotecnico Sismico Strutturale e realizzativa per riproporlo nello Stretto di Messina;
- Crea problemi ambientali di portata devastante per la realizzazione delle fondazioni su quei fondali;
- Genera un impatto territoriale per la necessità di demolire decine di edifici e innestarsi in un tessuto urbano densamente abitato;
- Interferisce pesantemente con la navigazione lungo lo stretto che prevede due distinti corridoi longitudinali entro i quali si innesterebbero i piloni;
- Necessità di studi e ricerche molto approfonditi con un impegno economico rilevantissimo e dall’esito molto incerto;
- Quand’anche si potesse accertarne la validità (e i dubbi in tal senso sono molto diffusi tra gli esperti del settore) i relativi costi di costruzione salirebbero alle stelle;
- La fattibilità è compromessa dalle correnti di 3-5 nodi , dalle profondità da raggiungere per realizzare le basi fondali più o meno 100 m;
- Il progetto non esiste e di tratta di realizzarlo ex novo con tempi misurabili in anni;
- Le interferenze con un sistema molto urbanizzato pongono limitazioni economiche temporali e di impatto molto rilevanti;
- Il costo dell’insularità è stimato dalla Regione Siciliana in circa 6 mld. Ciò significa che per ogni anno perso si potrebbe realizzare il Ponte.
“Per parte mia e di moltissimi italiani non solo di Sicilia e Calabria – prosegue Siviero con la sua lettera – , Le rinnovo il mio rammarico per la vicenda Ponte sullo Stretto di Messina che non sembra trovare uno sbocco operativo almeno nell’immediato. Non mi dilungo sulle ben note questioni tecnico giuridiche, e relative responsabilità politiche, per aver impegnato (inutilmente?) centinaia di milioni di euro per un’opera appaltata e “caducata” per legge. Ne parlo diffusamente nelle lettere allegate, già da me a suo tempo inviate al Primo Ministro Draghi e al Presidente della Repubblica Mattarella (benché prive di riscontro), nonché nel sopraccitato Galileo n 248. Ma stupisce che si torni a discutere di alternative di cui non esiste alcun vero progetto, se non “idee” basate su altre, e ben diverse, esperienze realizzate nel mondo, queste si ben note a tutti gli addetti ai lavori, ma chiaramente non ripetibili nell’ambito dello Stretto di Messina. Se poi si ritiene di valutare come possibile anche la cosiddetta “opzione zero”, significa mantenere lo status di insularità della Sicilia (il cui costo è valutato in oltre 6 miliardi di euro all’anno) e condannare il Meridione ad un ulteriore inevitabile declino”.
“Temo che questo continuo dilazionare nel tempo la decisione di procedere con l’unica vera opzione praticabile in pochi mesi, ovvero il progetto a campata unica già appaltato e “negato in corso d’opera”, nasconda la non volontà, puramente politica, di unire Calabria e Sicilia. E così la continuità territoriale, pur sancita a livello europeo, resterà un mero sogno. Le rinnovo la mia personale disponibilità ad un incontro per poterLe illustrare direttamente la realtà di questo progetto ed evidenziarle altresì le molte controindicazioni per abbandonarlo. Ultimo, ma non ultimo, non va sottaciuto che lo stesso ritardo nell’affidamento dello studio di fattibilità suscita non poche perplessità per i tempi che si allungano a dismisura. Anche su questo sarebbe necessaria chiarezza, al di là delle dichiarazioni pubbliche”, conclude il Professore Siviero.


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