La storia di una mamma e del suo piccolo ha commosso il popolo del web. Lei è Antonella, vive a Reggio Calabria. È sposata ed ha quattro figli. È il 2013 quando diventa mamma per la quinta volta del piccolo Pietro. A raccontare la vicenda strappa lacrime è il giornalista Carmelo Abbate, che ha pubblicato un podcast su Spotify con la voce di Antonella: “Pietro è un vulcano di energia, adora le storie dei supereroi e i cartoni animati. Tutte le sere, Antonella intona la canzone di Peter Pan, Pietro ascolta, indica le stelle, ride e chiude gli occhietti beato”. Antonella torna indietro nel tempo, ricorda il Carnevale di qualche anno fa: “io era fissata coi principi, è così che volevo vestirlo. Ma mentre compravamo il vestito lui aveva il muso lungo, ci fece capire coi capricci che voleva il vestito da gatto”.
È il 2016: “Antonella accompagna il figlio all’asilo, gli molla la manina, Pietro cade a terra. Si rialza, cade di nuovo. Da quel momento, ogni due per tre è gambe all’aria. Antonella è assalita dall’ansia. Corre dal medico. ‘Signora, il bambino è sano come un pesce’, rassicura il dottore”. Pietro intanto diventa zio della piccola Sofia, la mamma ricorda quella che vista per la prima volta la nipotina esplose di gioia: “aprì le braccia perché voleva tenerla lui, ogni volta che si muoveva veniva a dircelo, era contentissimo”.
Antonella tenta di mettersi il cuore in pace, ma non ci riesce: “un bel giorno prepara la macchina, fa salire il figlio e partono per un giro di tutti gli ospedali d’Italia con la canzone di Peter Pan a nastro. Passano i mesi. Antonella sale le scale dell’ennesima clinica. Il medico finisce la visita e legge le carte: ‘Signora, suo figlio potrebbe avere una malattia rara, dobbiamo fare altri esami’. Antonella rimane senza parole. Arriva a casa, si chiude in stanza e urla disperata. Inizia un calvario di tac, risonanze e prelievi. I dottori non spengono la speranza, ma Antonella non ascolta. Il suo cuore sa, ha sempre saputo”.
Il tempo scorre, ecco il 2018: “arriva il verdetto. La malattia di Pietro ha un nome preciso e non c’è cura. Gli toglierà vista, parola, movimento, fino a quando lo porterà via per sempre. Antonella credeva di essere pronta. Il tempo si ferma, le lacrime scorrono a fiumi”. Il giardino sotto il palazzo di casa con le galline, Pietro tutte le mattina voleva scendere a prendere le uova. “Oggi Pietro ha 9 anni, non cammina, non vede, parla sempre meno. Tutti i santi giorni Antonella se lo carica in spalla, insieme con il papà e i fratelli vanno al parco a sentire gli uccellini, ascoltano il fragore delle onde seduti sulla spiaggia, il ciaf ciaf dei piedi nell’acqua. La loro vita è fatta di tante piccole cose. Come un ditino che si muove a ritmo di musica, la lingua che schiocca in un bacio. Minuscoli istanti di felicità pura, assoluta. E quando arriva sera, Antonella si schiarisce la gola canta Peter Pan. Volerò sulle ali del mondo, nel cielo infinito, per sempre bambino resterò. Pietro ascolta, indica le stelle, e ride, ride…”. Il podcast si può riascoltare sul canale Spotify le Storie degli Altri – Carmelo Abbate.


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