Giovedì 17 febbraio si è tenuto un incontro a Roma: presenti tra gli altri i vertici della Raffineria di Milazzo ed il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, ma a detta del Comitato dei cittadini contro l’inquinamento nella valle del Mela, “chi si aspettava chissà quale progetto di riconversione è rimasto deluso, visto che nulla di concreto è emerso in tal senso”. Si è parlato ddell’ultimo decreto AIA firmato a gennaio, “un provvedimento che viola il diritto alla salute dei cittadini, non essendo state recepite le prescrizioni sanitarie dei Sindaci, ovvero quei limiti indispensabili per evitare che un eccessivo carico inquinante continui a produrre inaccettabili danni alla salute della popolazione. Ma, a quanto pare, questo aspetto non è stato minimamente discusso all’incontro del 17. Si è parlato invece del limite di cui la RAM si lamenta da due mesi: quello previsto per i COV emessi dal camino E10. Si perchè la RAM non si è accontentata di aver evitato le prescrizioni sanitarie, ma pretende anche l’eliminazione di quest’altro limite, che il Ministero non ha potuto fare a meno di inserire in ottemperanza ad una verificazione disposta dal TAR”, prosegue il comunicato.
Il Ministro Cingolani avrebbe aperto a questa possibilità. Tant’è che la stessa RAM, per bocca dei suoi “portavoce sindacali”, ha espresso soddisfazione: “il Ministro si è detto disponibile ad affrontare la questione nel merito, valutando i dati che la Raffineria dovrà fornire nei prossimi giorni”. “Così facendo – si legge nella nota – , se la Raffineria non rispetta il limite imposto, non verrà sanzionata com’è normale che sia, bensì il limite verrà ammorbidito per adeguarsi alle emissioni della Raffineria. Ma allora a che servono i limiti? Sarebbe come se una macchina venisse beccata in autostrada a 200 Km/h quando il limite è di 130, ma anziché farle la multa si decidesse di rivedere il limite, innalzandolo proprio a 200 km/h! Uno dei tanti giochi di prestigio a cui ci hanno abituati la RAM ed i suoi amici al Ministero. Tutto questo mentre il Ministro Cingolani non sembra avere alcuna intenzione di integrare il Decreto AIA con le prescrizioni sanitarie. E’ vero che fra 5 mesi la RAM è tenuta a fornire dati (peraltro già noti ed arcinoti) sulle ricadute delle emissioni, ma questi dati potranno essere valutati solo dai Ministeri della “Transizione Ecologia” e della “Salute”, ovvero i principali attori che, contravvenendo alla legge, hanno di fatto negato il diritto/dovere dei Sindaci di tutelare la salute dei cittadini”.
“Pertanto è facile prevedere come andrà a finire: il decreto AIA probabilmente verrà modificato, ma non per sanare il grave vizio procedimentale di cui si è macchiato, bensì solo per fare ulteriori concessioni alla RAM, rendendo il provvedimento ancora più illegittimo. Un doppiopesismo che meriterebbe sia azioni legali (sono già stati annunciati ricorsi al TAR), ma anche una sollevazione del territorio contro i principali responsabili di questo ennesimo perculamento ai danni della valle del Mela. Gli stessi che finora sono stati invece osannati da qualche esponente politico locale”, conclude il Comitato dei cittadini contro l’inquinamento nella valle del Mela.


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