Si è impiccata all’interno della propria cella appena 24 ore dopo l’arresto. Aveva solo 29 anni Manuela Agosta, la ragazza che nella notte di martedì è stata fermata per spaccio nell’ambito di un blitz antidroga. E’ quanto riporta LiveSicilia. L’estremo gesto è arrivato dopo l’interrogatorio di garanzia davanti al gip avvenuto con collegamento da remoto a causa delle norme anti-Covid. La donna, a quanto si apprende, piangeva in continuazione sin dal suo ingresso nella sezione femminile dell’istituto penitenziario di Messina Gazzi. Ieri sera la tragica telefonata dai vertici del carcere al padre: “sua figlia è deceduta, è stata trovata impiccata nella sua cella”. Un dolore infuocato per i genitori che questa mattina hanno deciso di depositare un esposto ai carabinieri di Catania e alla Procura della Repubblica di Messina chiedendo che “siano espletate indagini approfondite su tutti contorni della dolorosa vicenda”.
La famiglia di Manuela hanno affidato l’incarico all’avvocato Vincenzo Mellia del foro di Catania. Il primo aspetto che, secondo il legale, andrà verificato è se la ragazza ha svolto il previsto colloquio psicologico di primo ingresso. Ma inoltre dietro questa vicenda ci sarebbero stati evidenti e documentati problemi di sofferenza psicologica della 29enne. La storia merita di essere approfondita, la famiglia pretende giustizia. Il caso di Gazzi ha catturato molto l’attenzione dell’opinione pubblica in quanto è il secondo suicidio avvenuto nelle carceri siciliane in pochi giorni. L’altro è avvenuto all’Ucciardone.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?