“Ma come, non c’era da fare ben altro? Il Ponte di Messina? Ma no, semmai le strade, le autostrade, i porti, le stradine interpoderali e quant’altro possa rientrare nel ben altro. I ben altristi saranno certamente contenti e soddisfatti. Infatti tutto questo è già stato realizzato, o in corso dì completamento o quantomeno progettato. Sì, lo vedono tutti con la loro fantasia, contenti di essersi fatti prendere per il naso. Bravi, bene, complimenti. Così non abbiamo né questo né quelli. Prima facciamo il ben altro e poi semmai pensiamo al Ponte. Quanta sprovvedutezza in questa affermazione. O forse quanta ingenuità nel non comprendere di essere strumenti di vari interessi. Sì, purtroppo gli utili idioti sono sempre di più o per citare un vecchio adagio “la mamma dei cretini è sempre incinta””. Lo scrive in un contributo su Dimensione Informazione, il mensile di politica, economia e società diretto da Roberto Serrentino, Enrico La Loggia, Presidente della Commissione per i rapporti tra lo Stato e la Regione Sicilia e già Ministro per gli Affari Regionali.
“Tutto fatto? No tutto ancora da completare o da fare”, aggiunge La Loggia, che segnala come i “ben altristi” ricordano “che il Ponte era già in corso di realizzazione quando fu fermato da Mario Monti e compagni? E che stiamo pagando penali alle imprese aggiudicatarie dei lavori? Ma che ben altro ci vuole per capire cosa sta accadendo? Dobbiamo ancora sentire un ministro sedicente esperto dì ambiente sostenere che il Ponte non si può fare perché gli uccelli andrebbero a sbatterci contro? Si rifà una commissione che deve valutare la fattibilità del Ponte. E udite udite, deve scegliere tra tre ipotesi: ad una campata, a tre campate o, o, o un bel niente. Cosa? Si proprio un bel niente”.
“Ma allora – conclude La Loggia – quelli che avevano dato il via erano tutti incompetenti e irresponsabili? Ma dobbiamo credere a questi nuovi sedicenti esperti solo in rinvii, che non hanno avuto nessun altro compito se non quello di non far fare nulla? Sul serio dobbiamo accettare tutto questo? E dobbiamo rinunciare a non meno di trentamila posti di lavoro, dieci milioni di turisti in più, sviluppo dell’economia al centro del mediterraneo e degli scambi commerciali est ovest e nord sud e tante altre opportunità per far crescere l’occupazione e il benessere in questa parte del territorio? O è proprio questo che si vuole impedire per favorire le lobbies che garantiscono gli attuali interessi? Francamente Ministro Giovannini mi sarei aspettato di più e di meglio da lei e dal Governo Draghi”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?