In Calabria un “putto” fa discutere e il Comune di Polistena “scivola su una buccia di banana”

Qualche giorno fa Polistena si è svegliata ammirando il murale realizzato da un artista (al momento sconosciuto) che ha raffigurato un “putto” con una banana al posto del pene, ma nel giro di poche ore l'amministrazione del sindaco Michele Tripodi ne ha ordinato la cancellazione

Ancora oggi si invoca la censura contro alcune opere d’arte, ma su questo tema l’opinione pubblica è sempre molto divisa. Lo dimostra quanto accaduto a Polistena, in provincia di Reggio Calabria, dove a far discutere è stato un “putto” del Banksy. Qualche giorno fa la cittadina della Piana si è svegliata ammirando il murale realizzato da un artista (al momento sconosciuto) che ha raffigurato un “putto” con una banana al posto del pene. L’opera, situata in un punto centrale della città. è stata ritenuta però “molto volgare” dall’amministrazione del sindaco Michele Tripodi, che ne ha immediatamente ordinato la cancellazione tramite una passata di vernice.

Ovviamente la scelta non è passata inosservata: la determinazione e la fantasia del writer non si sono fermati davanti alla “censura” e questa mattina è apparsa addirittura una Monna Lisa, accompagnata da una chiara provocazione: “se venite a Polistena non toccate le banane”, frase ironica per deridere la decisione presa dall’amministrazione comunale. La caratteristica principale di Bansky, celebre e imitato writer inglese, effettivamente sta proprio nell‘irruenza dei propri lavori, spesso a sfondo satirico e riguardanti argomenti d’attualità come politica, cultura ed etica. Inoltre, bisogna ricordare che “la banana” è un oggetto ricorrente della street art di Banksy: ad esempio quando ha ritratto John Travolta e Samuel L. Jackson, nei panni dei cattivissimi Vincent Vega e Jules Winnfield, mentre brandiscono due banane a mo’ di pistole in una scena del film Pulp fiction di Quentin Tarantino.

pulp fiction

“L’arte in tutte le sue forme è storia, rappresenta i passaggi delle epoche generazionali. L’arte nel corso dei secoli ha rappresentato con le diverse correnti pittoriche chi eravamo, chi siamo e chi saremo”, ha commentato l’artista reggina Antonia De Salvo, nel 2019 insignita del premio International Art Award dell’Accademia Italia in Arte nel Mondo. “L’origine della statua Manekken Pis è uno dei simboli più importanti di Bruxelles non è accertata e numerose sono le leggende che circolano in merito. Fra di esse, una descrive un bambino che avrebbe estinto, a suo modo, la miccia di una bomba con la quale i nemici volevano dare fuoco alla città; un’altra, invece, narra di un bambino smarrito e che sarebbe stato ritrovato dal padre, un ricco borghese di Bruxelles, nella posizione che si immagina; un’altra ancora racconta che nel XII° secolo un bambino, figlio di un celebre duca, fu sorpreso ad urinare contro un albero durante le fasi cruciali di una battaglia. Questa immagine simboleggiò così il coraggio militare dei belgi e dell’indipendenza. Come da recente notizia il putto l’opera del Bansky “street art” cancellata dal comune di Polistena la banana come oggetto d’arte e simbolo di una generazione musicale. Fu proprio Andy Warhol nel 1967 a scegliere il frutto giallo come oggetto centrale per la copertina dei Velvet Underground e Nico Credo che con molto rammarico non sia stato colto il vero messaggio sociale (invito a guardare tutti i murales sparsi per il mondo). Non dobbiamo mai dimenticarci che qualunque forma d’arte non è volgarità ma la vera bellezza della libertà culturale”, ha commentato la pittrice.

street art manneken peace