“Come ai vecchi tempi di domenica, voglio iniziare questa nuova avventura in un modo diverso come ha fatto Checco Zalone al Festival, il quale ha raccontato una storia ambientata in Calabria. Io voglio partire da questa terra, che ha come protagonista una bambina, Ginevra”. E’ quanto afferma Massimo Giletti che ha aperto la puntata di ieri di ‘Non è L’Arena’ raccontando la storia della piccola Ginevra, morta a due anni per la mancanza di strumentazione adeguata in Calabria per essere curata. Il direttore utilizza la prima persona per far arrivare ancor di più il messaggio: “la situazione è molto grave, io abito sulle montagne vicino Crotone, a Mesoraca, e lì non c’è un ospedale. Così mi devono trasferire, per arrivare a Crotone, però ci vuole tempo. Lì i medici capiscono che la situazione era grave, bisognava lottare contro il tempo. In quell’azienda non c’è una strumentazione che possa salvarmi, quindi decidono di mandarmi in un altro ospedale, a Catanzaro. Sappiamo comunque come sono le strade della Calabria, non sono larghe. Mi caricano sull’ambulanza e mi portano al Pugliese-Ciaccio di Catanzaro. Lì capiscono tutti che c’è qualcosa sulla quale c’è urgente bisogno di intervenire, ho una polmonite gravissima, ma lì non hanno la strumentazione che mi può salvare, si chiama Ecmo e non c’è in Calabria”.
Su questo punto il presidente Roberto Occhiuto aveva già smentito: “non è vero che la Regione Calabria non ha posti di terapia intensiva pediatrica. Presso l’ospedale di Cosenza ci sono 6 posti letto attualmente attivi: 4 per bambini con peso oltre i dieci chili, e 2 per bambini con un peso inferiore. E nel corso del 2021, in Calabria, sono stati curati con ottimi risultati 38 bambini in terapia intensiva pediatrica”. Giletti, però, prosegue con il suo racconto, immedesimandosi in quei momenti, cercando di comprendere la disperazione dei genitori, la tristezza del popolo calabrese che si sente trattato bistrattato. “I medici chiamano allora il Prefetto di Catanzaro, il quale si mobilita subito e chiama l’Aereonautica militare. Il mezzo arriva a Lamezia, è tarda notte. Intanto anche io vengo trasferita da Catanzaro a Lamezia Terme, un altro viaggio, ancora altro tempo. Atterro a Roma nel cuore della notte, mi portano all’ospedale Bambino Gesù, ma li non ce la faccio”, narra ancora Giletti, che poi conclude: “ecco, Ginevra oggi non c’è più e siccome ho sentito parlare Mattarella di lotta alle disuguaglianze, allora mi domando… ma un bambino che nasce in Calabria, deve subire tutto questo? Ancora oggi per i calabresi l’unico ospedale utile è il volo aereo? Ci hanno provato, ma questa volta il volo aereo non è bastato”.


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