Le ordinanze dei presidenti di Calabria e Sicilia emanate il 18 gennaio 2022 erano chiare: per garantire la continuità territoriale da quel giorno per passare a bordo delle navi lo Stretto di Messina e, quindi, muoversi da Reggio Calabria e Villa San Giovanni a Messina (e viceversa) sarebbe bastato il green pass base (tampone negativo). Nessun dubbio, eppure fino a poche ore fa questa norma non è stata rispettata. Come ha fatto notare l’avvocato Michele Schinella, nel suo racconto titolato “Una giornata di follia”, sino a ieri, lunedì 21 febbraio 2022, le forze dell’ordine presenti agli imbarcaderi delle navi veloci di BlueJet Lines, impedivano ai cittadini sprovvisti di green pass rafforzato (vaccino o guarigione) di salire a bordo degli aliscafi. Contro la legge.
Il principio è stato ribadito il 18 febbraio 2022 da una legge dello Stato, quella che ha convertito, modificandolo, il decreto legge di fine dicembre che impediva a tutti i cittadini non vaccinati di uscire dalle isole (Sardegna, Sicilia e minori), violando il principio di continuità territoriale, senza la possibilità alcuna di ottenere una deroga per motivi di salute o lavoro. Ma in realtà sarebbero bastate le ordinanze di Roberto Occhiuto e Nello Musumeci che, come sottolinea l’avvocato Schinella, non sono tuttavia state rispettate. “Hanno impedito ai cittadini di spostarsi nelle settimane passate, violando le norme in vigore”, scrive il legale nel suo racconto. Infatti il testo delle ordinanze delle Regioni Sicilia e Calabria “Ulteriori disposizioni per i collegamenti marittimi nello Stretto di Messina per le Isole minori della Sicilia” recita testualmente che:
“1. A decorrere dalle ore 14 del 18 gennaio 2022 e fino alla cessazione dello stato di emergenza, al fine di garantire e salvaguardare la continuità territoriale, l’accesso e l’utilizzo dei mezzi marittimi di trasporto pubblico per l’attraversamento dello Stretto di Messina, nonché per i collegamenti da e per le Isole minori siciliane, è consentito anche ai soggetti muniti della certificazione verde di cui all’art. 9, comma 2, lettera c) del decreto-legge 2 aprile 2021, n. 52, convertito con modificazioni dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, e successive modificazioni.
2. Ai soggetti di cui al comma 1 che si avvalgono delle navi aperte per i collegamenti marittimi nello Stretto di Messina a bordo di autovetture o di altro mezzo di trasporto è fatto divieto di abbandonare il mezzo medesimo per tutto il tempo della traversata. Se si tratta invece di pedoni, gli stessi sono obbligati a permanere negli spazi comuni aperti delle imbarcazioni, restando al contrario inibito l’accesso ai locali chiusi. In ogni caso, è fatto obbligo per tutti i passeggeri di mantenere indossata, per tutto il periodo di permanenza a bordo dei suddetti mezzi di trasporto marittimo, una mascherina FFP2”.
L’avvocato Schinella fa dunque notare che nel primo comma dell’Articolo 1 dell’ordinanza regionale si consente l’utilizzo di tutti i mezzi di trasporto nello Stretto di Messina, “anche ai soggetti muniti della certificazione verde di tipo base”. Soltanto nel secondo comma dell’Articolo 1 si fa riferimento “ai soggetti che si avvalgono delle navi aperte per i collegamenti marittimi nello Stretto di Messina”, quindi i traghetti, aggiungendo ulteriori indicazioni, ma mai escludendo la possibilità ai cittadini in possesso del green pass base di utilizzare gli aliscafi. Insomma, un errore di interpretazione della legge che ha generato solo confusione e disservizi, con tanti passeggeri che in queste settimane hanno dovuto trovare metodi alternativi nonostante la norma parlasse chiaro. Di seguito il racconto dell’avvocato Michele Schinella.
Una giornata di follia
“Con il tampone negativo non si passa”, hanno tuonato i due agenti della polizia allo stupefatto cittadino, avvocato di professione, che si è presentato per traghettare nella mattina di oggi alla volta di Reggio Calabria con l’esito dell’esame di laboratorio in mano fresco di una decina di minuti.
“Come non si passa?”, ha domandato.
Discussioni, spiegazioni e persino tentativi di placcaggio.
L’ordinanza dei presidenti di Sicilia e Calabria?
“Non si applica alle navi veloci”. E chi l’ha detto? “Disposizioni dei superiori”.
La legge del 18 febbraio scorso? “Ci dimostri che esista!”.
Alla fine però il viaggiatore con l’esito del tampone negativo in mano l’ha spuntata. Prima è andato alla biglietteria: “Mi faccia un biglietto. Io ho diritto di passare lo Stretto“. Poi, rivolto gli agenti che tentavano di trattenerlo: “Se mi impedite di imbarcarmi denuncio voi, oltre ai vostri superiori. Voi siete obbligati a rispettare le leggi non le disposizioni che vi arrivano dall’alto”.
Qualche ora dopo, intorno alle 15 e 30, stessa scena a Reggio Calabria. Un solo poliziotto dall’aria di superiorità a filtrare i pendolari: “Mi dispiace di comunicarle che con il tampone negativo non può salire sulla nave veloce”, ha detto allo stesso cittadino che gli ha mostrato il documento sanitario valido per 48 ore.
“Come? Io ho diritto di imbarcarmi e tornare a Messina e lo farò. Le norme mi danno questo diritto e lo eserciterò. Lei prima di entrare in servizio studi le leggi. Lei è chiamato ad applicare le leggi. Chiami la Questura e si informi bene o la denuncio!”, ha avvertito l’esasperato cittadino.
Discussioni, toni alti, telefonate: “Ma è vero che c’è una legge di qualche giorno fa?”, chiede il poliziotto al suo interlocutore. Qualche minuto dopo la risposta: “Pare di si”. L’agente non è persuaso. Ordina al signore che pretendeva fosse rispettata la legge: “Mi dia il documento. La identifico. Se non è vero ci sia la legge di cui lei dice poi la denuncerò”, minaccia.
“Denuncerò io lei e i suoi superiori che nell’ultimo mese avete illegalmente violato la libertà di circolazioni di decine di cittadini inermi davanti a rappresentanti dello Stato che non conoscono le norme che pretendono di far rispettare”.
Dopo qualche minuto il poliziotto, al termine di concitate telefonate, si avvicina al cittadino, allontanatosi nel frattempo qualche decina di metri: “Aveva ragione. Le chiedo scusa. Ma non conoscevamo queste leggi. Grazie a lei ora le conosciamo”.
Al ritorno a Messina, non c’erano più i due poliziotti della mattina. A controllare i pericolosi delinquenti non vaccinati che osano rivendicare il loro diritto a passare dalla Sicilia alla Calabria, due colleghi. Vedono il cittadino. Lo salutano: “Siamo stati avvertiti dalla Questura di quello che è successo stamattina. D’ora in poi faremo passare con l’esito del tampone negativo”.


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