Lettera aperta al Presidente della Regione e commissario alla sanità, Roberto Occhiuto ed al Dg dott.ssa Jole Fantozzi, sottoscritta da tutte le centrali cooperative operanti in Calabria, concernente la situazione dell’assistenza psichiatrica nella provincia di Reggio:
“È da tempo che le problematiche legate alla riorganizzazione delle strutture residenziali psichiatriche nella provincia di Reggio Calabria sono state gravemente e colpevolmente ignorate dagli enti locali (Regione ed ASP 5) che hanno il dovere di assicurare l’assistenza sanitaria, in particolare quella parte così importante e delicata legata alla sfera della salute psichica. Eppure l’avvio delle strutture residenziali alternative all’Ospedale Psichiatrico nel territorio della provincia di Reggio Calabria aveva costituito, alla fine degli anni ‘80, una risposta (l’unica nel territorio della Regione Calabria) in linea con le linee di indirizzo previste dalla normativa del settore, nota come “Legge Basaglia”: per le strutture, distribuite nel territorio e non “centralizzate”, era stata prevista un’intensa azione riabilitativa, affidata alle cooperative sociali del settore in strutture cogestite con l’Azienda Sanitaria. Sarebbero bastati pochi correttivi per rendere l’esperienza maturata nel territorio della provincia di Reggio Calabria un modello di riferimento importante, da adottarsi in altri ambiti territoriali. Invece, l’inerzia colpevole degli enti locali ha di fatto dimenticato questa realtà. Dagli anni ‘90 ad oggi, infatti, come adempimento significativo nel settore si registra esclusivamente la Delibera della Giunta Regionale n. 141/2009 che, di fatto, ha dettato le Linee guida per la psichiatria.
La Regione, attraverso tale delibera, si è sostanzialmente dimenticata delle strutture esistenti nella provincia di Reggio Calabria, concentrando (malamente) l’attenzione su due realtà, allora, di tipo manicomiale (Serra D’Aiello e Girifalco) tristemente assunte agli “onori” delle cronache per circostanze gravissime. Attraverso la Delibera 141, che ignorava l’esistenza delle strutture alternative nella provincia di Reggio, la Regione consentiva la prosecuzione di attività in ambito centralizzato, ignorando altresì sostanzialmente la necessità dell’intervento riabilitativo. Purtroppo non sono solo queste le gravissime mancanze dell’ente pubblico. Il percorso che avrebbe dovuto portare all’accreditamento delle strutture psichiatriche in capo alle cooperative, quelle già esistenti dal 1990 nella provincia di Reggio Calabria, è stato intrapreso solo nel 2015 a seguito delle reiterate rimostranze da parte delle centrali cooperative, dei sindacati, della società civile. Ma gravissima è stata l’inerzia successiva di Azienda Sanitaria e Regione, che hanno costretto le cooperative sociali ad ingenti investimenti in relazione ad un processo di accreditamento che, come previsto dagli enti stessi, avrebbe dovuto concludersi entro il 31 dicembre 2016, ma che invece è stato oggetto di continui, ingiustificabili ed incomprensibili rimandi.
Circostanza che aggrava oltremodo la posizione della pubblica amministrazione e rende ancor più necessario un intervento immediato è il blocco dei ricoveri che grava sulle spalle degli utenti (e dei loro familiari). Un provvedimento scellerato che nuoce gravemente al sistema sociale e sanitario, nonché alle casse dell’ASP che continua a sborsare ingenti capitali per corrispondere le rette per i pazienti fuori dal proprio territorio, su cui, si ritiene, ben ragione avrebbe anche la Corte dei Conti ad effettuare gli approfondimenti del caso. Le Centrali cooperative, ben consapevoli come le gravissime e più volte evidenziate responsabilità non possano gravare su chi ha assunto l’incarico da poco tempo come il Presidente della Regione On.le Occhiuto ed il Direttore Generale del Dipartimento Tutela della Salute Dott.ssa Fantozzi devono però loro evidenziare l’assoluta gravità della situazione, nonché le responsabilità dell’Ente e degli Uffici oggi da loro rappresentati, intendendo pertanto richiamare la necessità di un intervento immediato. A tal fine comuicano come sia di pochi mesi la consegna agli uffici preposti della Regione ed al Commissario alla Sanità di una proposta operativa da parte delle cooperative, la quale ha trovato condivisione tra i dirigenti del dipartimento regionale Tutela della Salute durante apposito incontro ufficiale presso gli uffici della Cittadella regionale, con l’impegno di adoperarsi a concretizzarla a strettissimo giro.
Le scriventi centrali cooperative auspicano che, con l’avvio della nuova amministrazione, possa essere finalmente risolta una delle più gravi piaghe della sanità in Calabria, restituendo dignità all’azione amministrativa resasi responsabile di un gravissimo “atto di inciviltà”, con conseguenze sociali devastanti. Chiedono lo sblocco immediato dei ricoveri e l’avvio dell’iter amministrativo per pervenire in tempi molto brevi all’accreditamento delle strutture esistenti sin dal 1990 nella provincia di Reggio Calabria. Parallelamente, si ritiene necessario avviare un tavolo di confronto che riveda la normativa e riallinei i parametri dei servizi alle Linee guida previste dalla normativa nazionale in una nuova visione di cura del soggetto psichiatrico, in particolare ai presupposti della legge “Basaglia”, ridefinendo la pianta organica delle strutture, impiegando un numero sufficiente di educatori, in maniera tale da poter consentire l’effettivo svolgimento dell’azione riabilitativa. Circostanza, questa, che consentirebbe altresì il mantenimento dei livelli occupazionali pregressi.
Certi dell’attenzione che le SS.VV. vorranno riservare alle problematiche evidenziate, si chiede un incontro urgente per definire un’azione condivisa e risolutiva della problematica”.
Federsolidarietà Confcooperative Calabria Giuseppe Peri
LegacoopSociali Calabria Giancarlo Rafele
UNCI Calabria Saverio Sergi


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