Lutto nel mondo del calcio: è morto Gianni Di Marzio

L'ex allenatore e dirigente sportivo si è spento all'età di 82 anni

Il mondo del calcio piange la morte di Gianni Di Marzio, ex allenatore e dirigente sportivo, deceduto all’età di 82 anni. A darne l’annuncio il figlio Gianluca, giornalista di Sky Sport, su Twitter. “E adesso potrai finalmente allenarlo il tuo caro amato Diego. Sei stato un grande papà, mi hai insegnato tutto e non sarò l’unico a non dimenticarti mai”, il ricordo del figlio Gianluca.

Nella sua carriera da tecnico Di Marzio ha allenato Juve Stabia, Brindisi, Catanzaro, Napoli, Genoa, Lecce, Catania, Padova, Cosenza, Catanzaro, Cosenza e Palermo. E’ stato anche dirigente e osservatore: scoprì tra i tanti campioni il talento di Diego Armando Maradona e con l’ex Pibe de Oro ha sempre conservato un rapporto di grande amicizia. “Il presidente De Laurentiis e tutta la SSC Napoli si uniscono al dolore della famiglia Di Marzio per la scomparsa del caro Gianni, storico e indimenticabile allenatore della squadra azzurra”. Questo il messaggio di cordoglio del club azzurro, dopo la scomparsa di Gianni Di Marzio.

Morte di Marzio, Mancini (Pd): “indissolubilmente legato alla storia di Cosenza”

“Nella notte se ne è andato Gianni Di Marzio. Allenatore, dirigente, commentatore. Il suo nome è indissolubilmente legato alla storia di Cosenza e del Cosenza. Fu il protagonista della storica promozione in serie B dei Lupi della stagione 1987/88”. Così in una nota Giacomo Mancini, già parlamentare socialista e membro dell’assemblea regionale del PD Calabria. “Lui sedeva in panchina e guidava un bel gruppo di giocatori. C’erano Simoni, Marino, Lombardo, Castagnini, Giovannelli, il povero Bergamini, De Rosa, Lucchetti, Urban, Padovano, oltre a Fantini, Montrone, Maniero, Del Nero. Il presidente era l’avvocato Giuseppe Carratelli, suo vice il vulcanico Paolo Fabiano Pagliuso. Che anno quell’anno. I Lupi conquistarono la seri B dopo ben 24 anni. E fu un tripudio. Di Marzio torno’ a Cosenza due anni più tardi e conquistò una salvezza sofferta. Poi andò a Palermo dove concluse una carriera da allenatore che lo ha visto su tante panchine di serie A. Grande conoscitore di calcio e scopritore di talenti – continua Mancini – La leggenda narra che fu tra i primi ad accorgersi della classe cristallina di Diego Armando Maradona in Argentina. Immediatamente lo segnalo’ a Corrado Ferlaino, presidente del Napoli, che non poté acquistarlo perché il mercato degli stranieri era chiuso. Quello che poi avvenne è storia. Tra Di Marzio e Maradona nacque un legame profondo. Sottolineato anche nel ricorso commosso del figlio Gianluca, apprezzato giornalista di Sky. E confermato dallo stesso Gianni che nella suo profilo di whatsapp aveva inserito una foto abbracciato con un giovanissimo Pibe de Oro. Con il Mister eravamo soliti scambiarci gli auguri – conclude Mancini – Ed era sempre l’occasione per intrattenerci in ricordi e commenti. Gli ho scritto l’8 gennaio per il suo 82esimo compleanno. Non pensavo sarebbe stato per l’ultima volta. Ciao Mister, salutaci Diego e anche Denis”.