Lo abbiamo descritto tramite queste pagine come un “angelo custode”, il dott. Salvatore Totaro, perché a Messina con grande professionalità ha curato e guarito oltre un migliaio di pazienti a domicilio, nonostante la pandemia Covid, offrendo assistenza clinica e psicologica ai malati. Il medico, però, come già raccontato ai nostri microfoni, ha dichiarato in una diretta Facebook con l’ex Consigliere Comunale Santi Daniele Zuccarello di essere stato sospeso per non essere vaccinato, ma ha voluto chiarire la sua posizione: Totaro avrebbe contratto il virus il 6 settembre 2021 e si sarebbe negativizzato il giorno 17 dello stesso mese, quindi per questo motivo ha scelto al momento di non ricevere il vaccino. Il medico messinese, sempre nel corso del suo discorso, si è detto contrario a qualsiasi tipo di Green Pass o Certificazione Verde perché ritiene di non aver bisogno di un lasciapassare per poter lavorare.
“Il 6 settembre ho contratto il Covid e ricordo anche la famiglia che me lo ha trasmesso – racconta Totaro – : entrai la sera di sabato in una casa in Via del Santo, quattro pazienti erano stati abbandonati da 8 giorni in tachipirina e vigile attesa. Un soggetto di 38 anni aveva crisi epilettiche con febbre a 40. Il padre aveva il Covid, anche lui con febbre alta e non respirava. La moglie e la figlia pure erano in difficoltà, io invocai il nome di Gesù perché da solo sarebbe stato complicato risolvere quella situazione. Andai io stesso a prendere in farmacia il cortisone, gli antibiotici, perché nessuno poteva farlo per loro, scrissi le bombole di ossigeno. Tutti sono guariti in 12 giorni. La mia esposizione fu massiccia ad una carica virale incredibile, quindi il 6 settembre contrassi il Covid. L’avevo diagnosticato con il tampone rapido positivo, sono rimasto a casa, ho discusso poi di quella prassi con l’Ordine dei Medici. Il 17 settembre ho rifatto il tampone, ero negativo. Intanto continuai a lavorare in smart working per quel periodo di quarantena, esattamente come hanno fatto oggi in alcuni ambulatori dove le ricette vengono passate dalle finestre. Io non ho bisogno di inserirmi in una piattaforma per avere un Super Green Pass, i Certificati gialli o viola non mi servono, ne ho usato solo uno rosa per prendere la patente di guida. Io non ho potuto spiegare questa situazione, perché nessuno dall’Asp di Messina mi ha chiamato, non sapevo nulla di questo provvedimento. Ho portato i dati sui miei anticorpi in Procura, ma l’Ordine dei Medici non riconosce quanto fatto, perché il mio documento sarebbe un auto certificato. Io sono nella condizione di farlo, mi sarei aspettato dal nostro valido Presidente una maggiore attenzione. Noi abbiamo firmato un Giuramento di Ippocrate, ma credo che Ippocrate in questo momento si sia rivoltato nella tomba. Fino al 17 di marzo non potrei vaccinarmi, perché ho già anticorpi”.
“La mia non è una voce fuori dal coro, io sono sempre stato netto e quindi vengo a chiarire equivoci, paradossi e questioni incresciose che ora non mi permettono di essere di supporto ai miei pazienti – prosegue Totaro – . Per me non ci sono state feste o feriali, giorno o notte, in questi due anni, perché ho sempre lavorato con passione per la salute e il benessere di ognuno. Ora non posso praticare la mia attività per vizi procedurali che sono in corso di giustizia. Il mio sacrificio di vita per portare aiuto è stato riconosciuto, di questo ne sono felice. Quando una persona sta male e non trova aiuto, poi però lo trova e lo constata clinicamente già è a metà della cura. L’altra metà viene dal contatto col paziente, quel contatto che si è perso perché si pensava si potesse essere untori del nulla. Ma Gesù Cristo andava tra i lebbrosi, io non mi sono mai ritratto con sicurezza e presidi di prevenzione. Nessuno può dire di essere rimasto escluso da un’attività di didattica, formazione, tutela da parte mia, perché ho sempre fatto traboccare il mio vaso verso gli altri e oggi mi sento ancora nella possibilità di farlo. La realtà è che non posso trattare i miei 1300 pazienti, che non sono pazienti comuni, ma sono selezionati perché hanno scelto la mia professionalità basata sull’esperienza di 40 anni di attività. La mia qualità di lavoro è consona alla mia passione, equivalente alla volontà di agire, conoscere il mondo della medicina e la clinica. La clinica è toccare un paziente, anche se ha la tubercolosi, l’epatite o un coronavirus perché il paziente quando ti vede gioisce perché qualcuno si prende cura di lui. La mia presenza è reale, anche se al momento sono sospeso, metto sul piatto la mia lealtà. Il mio coraggio viene da quello che è giusto fare”.
“L’Asp ha condotto un percorso poco ortodosso perché ha preso i dati da una piattaforma vaccinale dove non sono stato trovato. Nessuno mi ha chiamato per capire le mie motivazioni, non ho avuto come gli altri colleghi i cinque giorni necessari per dare il giusto valore a quella che è un giusto rapporto tra azienda e professionista. Ma io ho sempre collaborato con l’Asp, stimato per la mia trasparenza nei confronti dell’azienda e dei colleghi. Questo però non si è verificato dall’altra parte, quindi se per raggiungermi viene mandata una raccomandata tornata poi indietro, quella non è valida. Così come per la Pec, il cui indirizzo è sconosciuto. Sulla scorta di questo è stato fatto un percorso, una valutazione con delle prese di posizione che hanno comportato la mia sospensione e delle delibere in cui non potevo esercitato la mia professione di medicina generale perché persona non vaccinata. Si è arrivati a ricorrere al Giudice del Lavoro. E’ per me un dolore aperto che vivo ogni giorno e lo faccio perché mi è stato negato l’esercizio di una professione nobile, legata e pulita. Mi piacerebbe confrontarmi, come faccio con chiunque. La situazione diventa sempre più paradossale, perché mi vedo sospeso ma nessuno dei miei pazienti ha avuto un’alternativa di supporto alla propria salute. Il sostituto va trovato nel contesto immediato, non è stato fatto, sono stato io a dovermi battere come un leone per trovarlo. Cittadini hanno dovuto rinviare degli interventi perché non avevano un medico che potesse prescrivere ricette. Il Sars-Cov-2 è un virus che non conosciamo, quindi deve essere sbattuto fuori casa appena entra, non serve la vigile attesa. Il paziente può peggiorare in breve tempo, mai abbassare la guardia, si deve stare sempre accanto al malato, farsi mandare un messaggio o una video-chiamata”, ha concluso Totaro.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?