“Giù le mani dalla Messina Social City! Impediremo con forza qualsiasi tentativo di ritorno al sistema cooperativistico. La reazione dei lavoratori sarà dura”. Lo ha detto Clara Crocè di Fiadel Cisal replicando alla nota diffusa alla stampa da Articolo Uno a firma di Domenico Siracusano. “Non conosco le ragioni di fondo – ha continuato Clara Crocè – che abbiano spinto lo pseudo Segretario dello pseudo partitino Articolo 1 a mettere in dubbio la costituzione dell’Azienda Speciale Messina Social City. La più grande azienda messinese che in atto dà occupazione ad oltre 700 operatori ed assiste migliaia di anziani, bambini, famiglie, insomma la fasce deboli della nostra popolazione. Non vorremmo che il suo intervento fosse spinto da qualche interesse o cordata che Articolo uno farebbe bene a rendere noto”. Siracusano ha parlato di “lacunosità sui debiti fuori bilancio, relativi accantonamenti e la questione della diminuzione delle spese correnti e del personale. Messina Social City è creata per ridurre spese e costi rispetto alla quale si chiede chiarezza ed evidenza della contrazione che non è suffragata dai dati inviati dal Comune”.
“Domenico Siracusano – sottolinea Crocè – non sa di cosa parla e pronuncia frasi sconnesse e prive di contenuto. Ci chiediamo dove fosse lui quando sul bilancio comunale gravavano 22 milioni di euro ed i servizi sociali, nonostante il regolare pagamento delle fatture, gli stipendi non venivano erogati ai lavoratori. In questi anni, infatti, hanno sempre ricevuto meno di quanto previsto dal Ccnl. Pertanto non permetteremo che la politica possa mettere mano sui servizi sociali”.
“Oggi grazie al Sindaco Cateno De Luca i lavoratori hanno, infatti, finalmente conquistato la dignità ed i propri diritti e non devono tendere la mano nè ai segretari di partiti, nè ai consiglieri Comunali. Internalizzare i servizi, la gestione in house di tutte le funzioni pubbliche dovrebbe essere il mantra anche per un piccolo movimento che si definisce di sinistra. Evidentemente il gli interessi che stanno dietro al sistema cooperativistico bianco o rosso che sia, prevalgono anche sugli ideali della sinistra” ha concluso Clara Crocè.


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