“Finisce il 18° calvario, per me era il 18simo processo. Questa sentenza la dedico a tutti gli uomini e le donne della Fenapi che ingiustamente per dieci anni hanno subito processi penali perché considerati appartenenti a un’associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale: quest’ultimo processo ricordo a tutti portò al mio arresto e a quello del presidente della Fenapi”. E’ quanto afferma il sindaco di Messina, Cateno De Luca, assolto questa mattina “perché il fatto non sussiste” dal giudice monocratico nel processo Caf Fenapi per una presunta evasione di un milione e 750 mila euro. Per De Luca “questo procedimento ha avuto una matrice politica per come già emerso e di conseguenza voglio ringraziare il giudice che ha avuto veramente la terzietà e la statura morale al cospetto di un provvedimento delicato che causò il mio arresto. Dodici anni di tritacarne – ha aggiunto – una vita di sacrifici per difendermi e meno male che ho avuto la possibilità di poterlo fare… con i soldi che ho dovuto spendere in consulenze per difendermi da 18 processi…”.
“Devo dire grazie – prosegue – ai messinesi che nonostante questo processo e il mio arresto mi hanno eletto sindaco. Sono stati i messinesi i primi che hanno creduto nella mia innocenza. Sono stato tenuto in piedi politicamente dall’affetto della gente: io non ho partiti alle spalle, ero solo. Devo dire grazie alla gente, che ha sempre coltivato fiducia nei miei confronti, questo è un elemento che voglio sottolineare”. “Ne abbiamo visti di politici condannati in primo grado e sostenuti dai partiti a torto o a ragione – conclude Cateno De Luca – . Io invece questi dieci anni li ho vissuti con l’affetto della gente, non mi sono mai sentito solo”.
Oltre al sindaco De Luca sono stati assolti perché il fatto non sussiste anche Carmelo Satta, ex sindaco di Ali’, Cristina e Floretana Triolo; l’ex sindaco di Santa Teresa di Riva Antonino Bartolotta, Giuseppe Ciatto, Francesco Vito, Carmelina Cassaniti e Fabio Nicita e la srl Caf Fenapi. Le Triolo sono due collaboratrici di De Luca e lavorano alla Fenapi, Ciatto è un commercialista che fa le dichiarazioni fiscali del Caf Fenapi, Nicita è il vicepresidente del cda della Fenapi, Cassaniti la legale rappresentante del Caf Fenapi, Bartolotta è uno stretto collaboratore di De Luca e Vito è il responsabile dell’area fiscale del Caf Fenapi.
Messina, De Luca assolto: “Legge Severino va modificata. Salvini, Musumeci e M5S chiedano scusa”
“La legge Severino va rivista, il mio è un appello. Secondo questa norma io dovevo ritirami in buon ordine in attesa di chiudere le vicende giudiziarie: chi mi risarciva di dieci anni di vita? Spero che questa mia vicenda esemplare venga serva per rivedere una legge scellerata”. Lo dice il sindaco di Messina, Cateno De Luca, assolto dall’accusa di evasione fiscale nel processo Caf Fenapi. Il primo cittadino si toglie poi qualche sassolino dalla scarpa: “oggi Matteo Salvini chiederà scusa considerando che l’8 novembre del 2017, quando fui arrestato, aveva detto che ero uno dei delinquenti che aveva lasciato fuori dalla lista? Io che non avevo mai chiesto di entrare nella Lega e fu tutta una invenzione di Attaguile? Il M5s che mi mise tra gli impresentabili chiederà scusa, lo faranno i tirapiedi di Grillo? E Musumeci che ha detto che la politica deve arrivare prima dei pm commentando l’arresto chiederà scusa? E tutti quelli che mi hanno tacciato di essere un delinquente chiederanno scusa? Mi auguro di si, prima di essere politici bisogna essere uomini”.
Assoluzione Cateno De Luca: la nota dei legali Taormina e Micalizzi
“Oggi la sentenza del tribunale di Messina presieduto dalla Dottoressa Monforte, sul processo contro il Sindaco di Messina, Cateno De Luca, iniziato cinque anni fa e che determinò il suo arresto due giorni dopo essere stato eletto deputato alla Regione Sicilia. Fu accusato di associazione per delinquere, riciclaggio, frode fiscale, fatturazione per operazioni inesistenti, falso in bilancio in relazione alla gestione del Patronato Fenapi, organizzazione primaria nel settore. Oggi è stato assolto da tutto perché il fatto non sussiste. Finisce così il calvario giudiziario di uno dei pochissimi politici onesti del nostro Paese. Un calvario giudiziario che lo ha portato più volte in carcere e che si è tradotto sempre nella esclusione di ogni responsabilità. Inizia ora il calvario giudiziario dei magistrati che sono i responsabili della persecuzione giudiziaria perpetrata nei confronti del Sindaco De Luca. Oltre alle procedure per riparazione di ingiusta detenzione, sarà esercitata azione per danni materiali e morali nei confronti di quei magistrati e per sporgere denunzie per abuso di ufficio, falso ideologico in atti pubblici e calunnia contro gli stessi magistrati. Il tutto, insieme alla produzione di un dossier all’Ispettorato del Ministero della Giustizia per l’esercizio delle azioni disciplinari nei confronti di pubblici ministeri e giudici che, in concorso tra loro, si sono resi responsabili di uno scempio che ha pochi precedenti”, scrivono in una nota i legali di Cateno De Luca, l’Avv. Prof. Carlo Taormina e l’Avv. Tommaso Micalizzi.


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