Ponte sullo Stretto, Occhiuto: “fondamentale per tre motivi, opera simbolo di un Sud che rinasce”

Il presidente ribadisce l'importanza del Ponte sullo Stretto: “rappresenta quindi un’occasione memorabile, non solo per la Sicilia, la Calabria e il Sud, ma per tutta l’Italia”

“Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è una grande occasione per il nostro Paese”, è quanto afferma il presidente Roberto Occhiuto. Il Presidente della Regione Calabria ha rilasciato un pensiero che è stato pubblicato sul libro “Pnrr nato per il Sud, ma il Meridione sarà tradito?”, una raccolta di saggi degli ingegneri Enzo Siviero e Giovanni Mollica“Nei prossimi cinque anni avremo incredibili capacità di spesa e investimenti. Tanti territori potranno ripartire, creare sviluppo, attrarre imprese e lavoro. In questo quadro le infrastrutture avranno un ruolo chiave, soprattutto al Sud, soprattutto in Calabria. Strade, autostrade, porti, aeroporti. Sono tante le opere da migliorare e da realizzare. Tra i tantissimi interventi infrastrutturali necessari per il Mezzogiorno, ce n’è uno, in particolare, che potrebbe davvero rilanciarlo: il Ponte sullo Stretto di Messina. Un collegamento stabile tra Calabria e Sicilia non solo contribuirebbe a colmare, almeno in parte, il gap con il resto del Paese che, diciamocelo, viaggia ad un’altra velocità, ma sarebbe anche una grandissima occasione di crescita, un volano per lo sviluppo e l’occupazione”, sottolinea il governatore Occhiuto.

Il presidente ribadisce l’importanza del Ponte sullo Stretto tra Messina e Reggio Calabria“grazie al Pnrr e all’impegno del ministro Carfagna, le Regioni meridionali avranno a disposizione il 40% delle risorse che arriveranno dall’Unione Europea. Dobbiamo spenderle, presto e bene, questo è chiaro. Ma ha senso portare l’Alta Velocità in Calabria e in Sicilia se poi non vi è continuità territoriale? Il Ponte sullo Stretto rappresenta quindi un’occasione memorabile, non solo per la Sicilia, la Calabria e il Sud, ma per tutta l’Italia. Sono tanti i motivi per realizzare al più presto questa grande opera. Primo: è indispensabile per completare uno dei corridoi strategici della rete trans-europea di trasporto TEN-T, quello Scandinavo-Mediterraneo. Il Ponte sullo Stretto era già il tassello mancante del “Corridoio 1”, pensato ai tempi del governo Berlusconi, nei primi anni 2000, quando si iniziò a parlare dei corridoi paneuropei, per collegare Berlino a Palermo, attraversando tutta l’Italia e avvicinando il Nord e il Sud dell’Europa. Ecco, un collegamento rapido e strutturale tra tutta l’Italia, non solo una parte, e il resto del continente è oggi più che mai necessario”.

Secondo punto. Il sistema dei trasporti in Calabria, “lo sappiamo bene, va completamente ripensato, siano essi su gomma o su rotaia. Stazioni, aeroporti, città e luoghi di interesse turistico devono essere connessi con una rete sempre più fitta di collegamenti, includendo i centri minori, storicamente più isolati e bisognosi del trasporto pubblico. Il rinnovo del sistema stradale è nel programma del mio governo, un altro obiettivo è rendere attrattiva la Regione con nuove tratte aeree anche internazionali. L’Alta Velocità e l’Alta Capacità, “quelle vere”, potranno divenire realtà anche in Calabria grazie al Fondo complementare al Pnrr: “è importante, è vero, collegare una Regione di quasi due milioni di abitanti, ma collegare due Regioni che sommano insieme sette milioni di cittadini renderebbe l’investimento non solo sostenibile, ma anche conveniente. Ancora, il sistema portuale. Il Mediterraneo oggi ospita un terzo dei servizi di linea mondiali del traffico container e negli ultimi anni è stato primo per crescita degli scambi. Il nostro Paese è in posizione dominante e strategica, e il porto di Gioia Tauro può legittimamente candidarsi a diventare il primo hub commerciale del Mediterraneo. Una valorizzazione che richiede grandi investimenti, poiché è necessario rendere vantaggioso l’approdo con strutture efficienti e consentire gli spostamenti rapidi delle merci su gomma e rotaia, ma che rappresenterebbe l’occasione per il nostro Paese di ottenere una maggiore centralità nell’ambito del commercio marittimo globale. E chiaramente, tutto questo può acquisire ancora più valore con la costruzione del Ponte sullo Stretto. Ecco, quindi un’altra ottima ragione per dire sì al Ponte: sarebbe un acceleratore per tutte le infrastrutture necessarie sia alla Calabria che alla Sicilia e valorizzerebbe tutti gli investimenti fatti nel sistema dei trasporti, in entrambe le Regioni”.

Terzo: “dove ci sono investimenti e grandi opere, c’è lavoro. Dal punto di vista occupazionale, la realizzazione del Ponte avrebbe benefici immediati. Infine, il paradosso: non fare il Ponte costa più che farlo. La Sicilia ad oggi è collegata al resto d’Italia solo con i traghetti: un isolamento che ogni anno costa quasi 5 miliardi di euro. Per attraversare via nave i 3.140 metri che dividono le due Regioni in macchina ci vuole almeno un’ora, in treno quasi due. Tempi inaccettabili”.

La Calabria “ha lo stesso problema, non si tratta in questo caso di un deficit legato all’insularità, ma alla marginalità che deriva dall’avere un sistema di infrastrutture assolutamente inadeguato ai tempi che viviamo: la Sicilia fa spendere ai suoi cittadini miliardi di risorse per attraversare lo Stretto, così come la Calabria le fa spendere ai calabresi per la marginalità nella quale si trova. Ecco, nella mia attività di governo vorrei lavorare per limitare al massimo questi passivi non più sostenibili per due Regioni così importanti. La rinascita del Paese dopo la pandemia passa anche e soprattutto dal rilancio del Mezzogiorno. L’Italia deve offrire efficienza, rapidità, innovazione. Ecco perché bisogna avere il coraggio di dire una volta per tutte e definitivamente sì a questo grande progetto, ormai da troppi anni discusso e rinviato per pregiudizi e resistenze politiche e ideologiche. Ora è il momento giusto, l’occasione perfetta per fare un salto di qualità e non possiamo lasciarcela scappare”, ha concluso Occhiuto.

QUI IL DOWNLOAD PER SCARICARE IL LIBRO