Infrastrutture, Bellanova: “cruciali per il rilancio dell’Italia”. Ma senza il Ponte sullo Stretto il Sud non può essere competitivo

Il Ponte sullo Stretto farebbe diventare la Sicilia l'hub principale del Mediterraneo, spostando verso l'Italia i traffici commerciali provenienti dall'Africa e dall'Asia

Il rilancio dell’Italia passa dall’ammodernamento e dalla realizzazione di infrastrutture. Lo ha spiegato il Viceministro alle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili, Teresa Bellanova, intervenendo alla X Cabina di regia per l’internazionalizzazione dedicata all’attrazione degli investimenti esteri, conclusasi con l’approvazione di un documento congiunto. “In fatto di sostenibilità, rilancio del sistema economico, competitività delle nostre imprese, il tema dell’ammodernamento delle infrastrutture, del sistema dei trasporti e della logistica è cruciale. E questo dinanzi ai nuovi scenari che il cambiamento climatico potrebbe introdurre, quale ad esempio l’apertura delle rotte artiche, con il possibile ridimensionamento della centralità di Suez e del Mediterraneo”, ha affermato.

“E’ necessario adottare politiche chiare che diano il senso inequivocabile della direzione che si sta intraprendendo, come Paese e come Unione Europea. Un indirizzo netto che orienti le scelte del settore pubblico e del privato in termini di programmazione, investimenti, ricerca e sviluppo, per mettere le aziende e i lavoratori nelle migliori condizioni per competere positivamente, non solo in termini di innovazione e di capacità commerciali ma anche di qualità del lavoro e della vita, di fronte ai cambiamenti che i prossimi anni presenteranno”, ha detto Bellanova, sottolineando che “la transizione ecologica deve perseguire necessariamente gli obiettivi di sostenibilità, al contempo ambientale, economica e sociale”.

Questa necessaria attenzione, ha proseguito Bellanova, “è declinata chiaramente nel Pnrr dove infrastrutture e mobilità sostenibile hanno una dimensione importante”. “Lo sviluppo e il pieno inserimento nel sistema economico internazionale del continente africano costituisce una “sfida nella sfida” che l’Italia deve condurre da protagonista, tenendo conto dei solidi legami di amicizia con molti di quei Paesi e della circostanza di trovarsi sulla prima linea dei drammatici flussi migratori della nostra epoca”, ha concluso il Viceministro. Alla luce di tutte queste considerazioni avanzate da Bellanova, si fa fatica a credere come ancora oggi il Governo sia frenato dal prendere una decisione sul Ponte sullo Stretto. Sarebbe quella l’infrastruttura per eccellenza capace di far rinascere tutto il Meridione, permettendo così all’Italia di camminare “ad una sola velocità”. L’opera tra Messina e Reggio Calabria porterebbe lavoro, investimenti, riqualificazione di aree oggi totalmente abbandonate e sottosviluppate. Il Ponte sullo Stretto farebbe diventare la Sicilia l’hub principale del Mediterraneo, spostando i flussi commerciali provenienti dall’Africa verso l’Italia, cogliendo le opportunità proprio di cui parla il Viceministro delle Infrastrutture.