Reggio Calabria, 35enne senza Green Pass (ma con tampone negativo) denunciata sul treno verso Milano. L’avv. Grimaldi al Tar Lazio: “violazione del regolamento europeo”

L'avvocato Erich Grimaldi, fondatore del Comitato Terapia Domiciliare Covid ha raccontato l'episodio di una 35enne reggina fatta scendere dal treno diretto verso Milano e denunciata dalla Polfer di Roma

“Il Green Pass non è una misura sanitaria, ma è una misura politica”. E’ quanto ha affermato ai nostri microfoni l’avvocato Erich Grimaldi, fondatore del Comitato Terapia Domiciliare Covid, prima dell’evento che si è tenuto ieri in Piazza Duomo a Reggio Calabria. Il legale ha raccontato di un episodio avvenuto questa estate ad una 35enne reggina non vaccinata (quindi sprovvista di Green Pass), ma in possesso di un tampone rapido in autodiagnostica risultato negativo, che è stata fatta scendere dal treno diretto a Milano, accompagnata, multata e denunciata dalla Polfer di Roma. Per l’avvocato Grimaldi si tratta di una violazione del già tanto discusso regolamento (UE) 2021/953 in materia di Green Pass, approvato il 14 giugno 2021, che al paragrafo 36 del suddetto regolamento, “nella versione in lingua inglese, sottolinea la necessità di evitare discriminazioni verso cittadini europei che non sono vaccinati per necessità di natura clinica, di opportunità, di target group esentato, ma anche verso chi per scelta non è vaccinato”.

“Ho portato questa situazione alla visione del Tar Lazio perché ho preso un provvedimento esplicativo in ambito di trasporto pubblico – ha spiegato l’avvocato – . Una persona di Reggio Calabria aveva prenotato a giugno, quindi prima che uscisse il Green Pass, un biglietto per il treno Italo in partenza da Milano il 13 agosto e con rientro il 1° settembre. La ragazza fece un tampone rapido in autodiagnostica prima di partire, ha certificato questa circostanza ed è scesa giù in Calabria. Al ritorno invece, partita insieme alla madre vaccinata ed altri familiari, ha utilizzato la stessa modalità, ma all’altezza di Napoli il controllore l’ha invitata a scendere dal treno una volta arrivati a Roma. Lì è stata accolta dalla Polfer come fosse una criminale, ‘devi scendere dal treno, sei sanzionabile’. La ragazza ha preso una sanzione perché non aveva il Green Pass e una denuncia per un’interruzione di pubblico servizio. Ritengo sbagliato trattare così una ragazza di 35 anni, con la mamma vaccinata, che ha scelto di non vaccinarsi perché ritiene di non essere tra le fasce a rischio. Se nel nostro Paese lasciamo la libera scelta, non ci possiamo trovare in una situazione del genere. Questo per quanto riguarda la Costituzione e i principi su cui esso si basa”.

Il Giudice del Tar Lazio si è dichiarato con difetto di giurisdizione a favore del Giudice Ordinario dicendo “non posso decidere”, perché “non esiste un provvedimento applicativo che consente di rispondere alla violazione del regolamento europeo”. Alla luce di questo “corto circuito” l’avvocato Erich Grimaldi sta “pensando di chiedere l’intervento del Consiglio di Stato”. Di seguito l’intervista completa rilasciata a StrettoWeb.

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Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb