Reggio Calabria celebra oggi la Giornata della Memoria per le vittime delle migrazioni. Come ogni anno, il 3 giugno, l’Amministrazione comunale ha dedicato un momento di ricordo per tutte le vittime delle migrazioni. Una data simbolica, indetta cinque anni, all’indomani del tragico arrivo nel porto di Reggio Calabria delle 45 salme di migranti recuperate in mare dal pattugliatore Vega della Marina Militare italiana e poi seppellite in un area del cimitero di Armo, dove oggi è in atto un intervento, promosso dalla Caritas Diocesana, per la realizzazione di un nuovo cimitero dei migranti. La celebrazione di quest’anno si è tenuta sul Lungomare Falcomatà, nell’area adiacente la statua della Dea Athena, dove è stato deposto nelle acque dello Stretto un fascio di fiori. “Di quel giorno conservo tantissime immagini – ha ricordato don Nino Pangallo, direttore della Caritas Diocesana di Reggio Calabria – soprattutto dei sopravvissuti, dei familiari e dei compagni di viaggio. E ricordo anche l’impegno collettivo della comunità cittadina che ha continuato ad accogliere migliaia di persone mettendo insieme istituzioni e forze sociali. Oggi ricordare vuol dire fare memoria di quel giorno ma anche tenere sempre viva l’attenzione sul fenomeno dell’immigrazione che al di là delle dispute politiche rappresenta una realtà con cui dobbiamo fare i conti. E dopo la pandemia se non ci sarà un cambio nell’approccio a questa problematica, questi fenomeni aumenteranno. La vera sfida oggi è avviare una seria riflessione su come rendere la migrazione un’esperienza di arricchimento reciproco, di sviluppo e di crescita umana”.
























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