“Un’opera bloccata da ben 50 anni, prevista da una legge, la 1158 del 1971, ma vittima di una serie di interventi omissivi e commissivi a dir poco completamente inutili”. E’ quanto afferma l’Adnkronos il sindaco di Messina, Cateno De Luca. “Adesso si può chiudere definitivamente un lungo, estenuante e costoso iter su una delle più grandi occasioni di crescita e sviluppo per l’intero Mezzogiorno – prosegue De Luca –: la realizzazione del collegamento mediante la costruzione di un ponte sospeso sullo Stretto di Messina. Oggi – spiega- non ci sono più ostacoli perché il Ponte diventi realtà perché la relazione della commissione ministeriale conferma la fattibilità del progetto già munito di tutti i necessari pareri e relative autorizzazioni, né da un punto di vista finanziario perché l’approvazione, il 29 aprile del decreto legge sul Fondo complementare che integra con 30,6 miliardi le risorse europee del Pnrr, consente di garantire copertura finanziaria sui fondi nazionali addizionali (Fsc) che non hanno i vincoli temporali del Pnrr”. “Insomma -aggiunge– considerando che si tratta di “un’opera a valenza strategica sovranazionale e che in ogni Paese europeo sarebbe considerata urgentissima”, non c’è altra strada se non quella di inserire il Ponte sullo Stretto negli investimenti strategici del Fondo complementare “dato che rappresenta l’unico strumento in grado di compensare gravi e permanenti squilibri territoriali che hanno incrinato la capacità produttiva dell’intero sistema economico nazionale a causa dell’ormai atavico distacco dai tassi di crescita nazionali da quelli del resto d’Europa“, avverte il primo cittadino.
Un traguardo, quello della realizzazione del Ponte, che ieri ha visto Sicilia e Calabria fare fronte comune durante un incontro al Cas di Messina a cui ha partecipato anche il viceministro Alessandro Morelli. Un faccia a faccia alla presenza del governatore siciliano, Nello Musumeci, e del presidente della Regione Calabria, Antonino Spirlì, e dei rispettivi assessori regionali alle Infrastrutture a cui, però, non è stato invitato il sindaco della città dello Stretto. “Non solo è una grave mancanza di rispetto verso di me, nella mia qualità di sindaco – rimarca De Luca -, ma lo ritengo lesivo degli interessi della città e dei 250mila abitanti che mi onoro di rappresentare”. I grandi assenti erano proprio i sindaci dell’area integrata dello Stretto. “I sindaci – attacca De Luca – sono i veri protagonisti della vita pubblica dei territori, non possono non essere coinvolti nel dialogo istituzionale per l’avvio di un’opera che sarà realizzata nei loro territori”. Un mancato invito che, però, non sorprende. “Troppe volte abbiamo visto negli ultimi anni – ricorda – che la Regione non dialoga con le città metropolitane e che a ogni occasione, spesso fittizia, si discosta dalle indicazioni provenienti dai territori. I sindaci sono, di fatto, i portavoce dei bisogni delle loro comunità ed è necessario che i loro rappresentanti partecipino alle riunioni per un’opera che impatterà profondamente sul territorio e sui cittadini, altrimenti si produrrà una distonia dannosa alla sua efficace realizzazione”. “Vorrebbero che Messina –evidenza- continuasse a non contare sulla scena regionale e nazionale, evitando il confronto dialettico e istituzionale. E’ questa la vera logica che anima il governo regionale”. Un esecutivo a trazione Musumeci contro il quale il sindaco De Luca è già al lavoro per la costruzione del fronte di liberazione”.


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