Ieri sera in diretta tv il Premier Giuseppe Conte ha spiegato il nuovo decreto che regola il Natale degli italiani. Finalmente il Paese può sapere come si potranno svolgere i tradizionali cenoni, pranzi in famiglia, visite e parenti: il brevissimo Dpcm natalizio, pubblicato questa mattina in Gazzetta Ufficiale: consente di ritrovarsi insieme a tavola, seppur con molte limitazioni. Ecco il testo completo:
“Fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 2 dicembre 2020, n. 158, nei giorni festivi e prefestivi compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 sull’intero territorio nazionale si applicano le misure di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020; nei giorni 28, 29, 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021 si applicano le misure di cui all’articolo 2 del medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020, ma sono altresì consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia. Durante i giorni compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 è altresì consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata, ubicata nella medesima regione, una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05,00 e le ore 22,00, e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi”.
E per quanto riguarda l’autocertificazione, quando è necessario compilarla? Nei giorni festivi e prefestivi, ovvero quando l’Italia è dichiarata zona rossa, si potrà uscire di casa soltanto per comprovate esigenze di lavoro, necessità e salute, quindi servirà presentare il modulo in caso di controllo delle forze dell’ordine. Non serve invece nei giorni in cui l’Italia è formalmente zona arancione (28, 29 e 30 dicembre, 4 gennaio). “Nei giorni in cui l’Italia è zona arancione ci si potrà spostare all’interno del proprio comune senza giustificare il motivo. Per venire incontro a chi abita nei comuni più piccoli, sono permessi gli spostamenti dai comuni fino a 5mila abitanti per un raggio di 30 km, senza raggiungere però i capoluoghi di provincia. I negozi saranno aperti fino alle 21”, ha spiegato ieri sera in conferenza stampa il Presidente Conte.
Dpcm Natale, le Faq e le domande più frequenti degli italiani: chi si può invitare, come ci si può spostare tra Comuni, Provincie e Regioni, quali sono le deroghe
Le nuove norme imposte dal Governo consentono a non più di due persone, con figli minori di massimo 14 anni, di muoversi per visitare altre persone. Ecco le Faq, le domande più frequenti degli italiani e tutte le risposte da Palazzo Chigi sui tutti i possibili casi, per capire in quanti si potrà essere a tavola, visto che cambia a seconda del numero dei componenti di una famiglia. Le stesse regole valgono anche per il cenone di vigilia di Capodanno:
In famiglia siamo quattro persone conviventi: marito, moglie e due figli. Possiamo invitare per natale i nonni?
Sì, anche se fortemente sconsigliato in caso di persone anziane, si potranno ricevere i nonni, ma solo due. La deroga del governo che acconsente alle visite – in realtà agli spostamenti – anche durante i giorni rossi (24-27 dicembre, dal 31-3 gennaio e 5-6) lo fa limitandole al massimo a due persone non conviventi e limitando le visite ad una soltanto nell’arco delle 24 ore.
In alternativa io e la mia famiglia possiamo raggiungere i nonni?
Valgono le stesse regole. Per cui sì, raggiungere l’abitazione dei nonni è una motivazione valida per auto-certificare uno spostamento, purché all’interno della stessa Regione, rispettando gli orari del coprifuoco e garantendo che si tratta dell’unica visita effettuata nell’arco di quelle 24 ore. C’è però un limite anche per quanto riguarda il numero di persone che effettuano lo spostamento: possono essere al massimo due a meno che non si tratti di minori di anni 14 sui quali gli adulti in questione esercitino la potestà genitoriale o di persone disabili o non autosufficienti conviventi.
Per cui se una famiglia di 4 persone con figli con più di 14 anni volesse organizzare il pranzo di Natale con altre due persone (i nonni ad esempio), come deve organizzarsi?
Può farlo solo se sono i nonni a spostarsi. Se invece il pranzo si fa a casa dei nonni, solo due componenti della famiglia potranno spostarsi insieme.
Se una famiglia di 4 persone con due figli maggiorenni si sposta con mezzi diversi verso casa dei nonni, loro potranno riceverli tutti e 4 senza rischiare sanzioni?
La norma in questo caso è abbastanza chiara. Per il testo nei giorni rossi «lo spostamento verso le abitazioni private è consentito una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05,00 e le ore 22,00, verso una sola abitazione ubicata nella medesima regione e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi». Per cui le due persone conviventi (i nonni) non possono ricevere più di due adulti (il figlio e la moglie ad esempio) e quindi i nipoti over14 resterebbero fuori dalla piccola riunione familiare.
Le forze dell’ordine potranno presentarsi alle porte dei cittadini e controllare quante persone si trovano all’interno delle abitazioni?
Assolutamente no, a meno che non abbiano il sospetto che all’interno dell’abitazione si stia commettendo un reato. I controlli si concentreranno quindi sugli spostamenti, da qui tutte le limitazioni imposte e la necessità di autocertificare il motivo dell’uscita da casa e la destinazione.
La deroga agli spostamenti vale anche tra fratelli o per figli maggiorenni?
Si, il testo non contempla alcun particolare grado di parentela ma indica solo il numero delle persone.
Potrò quindi invitare a pranzo il mio compagno o il mio fidanzato? O anche solo un amico?
A differenza di quanto accaduto a marzo quando la deroga agli spostamenti della zona rossa aveva riguardato i soli congiunti, stavolta la norma è meno stringente e consente anche di raggiungere gli amici o invitarli a pranzo.
Posso raggiungere la famiglia di mio fratello anche se vive in un altro comune? E se vive in un’altra regione?
Sì, ma soltanto per chi abita in piccoli comuni con più di 5mila abitanti e nel raggio di 30 chilometri (escludendo però in ogni caso i comuni capoluogo). È invece esclusa la possibilità di spostarsi tra una Regione e l’altra, a meno che non si abbiano motivi di necessità ovvero ragioni di salute, di lavoro e di studio, tra cui ovviamente non rientrano le visite di piacere.


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