“Musumeci con la sua frettolosa ordinanza ha chiuso le scuole superiori per tutti, non considerando la delicatezza di togliere preziose ore di scuola in presenza ai nostri ragazzi diversamente abili”. A dichiararlo le deputate regionali del Movimento 5 Stelle Stefania Campo e Valentina Zafarana a proposito della necessità ravvisata da queste ultime relativa al ripristino delle attività scolastiche, anche laboratoriali, in presenza per gli studenti diversamente abili e le loro classi.
“La circolare dell’assessore Lagalla e della Protezione Civile regionale – proseguono le pentastellate – non chiariscono, anzi confondono le acque e non danno serenità ai dirigenti scolastici di poter attivare la didattica in presenza per questi studenti e le loro classi. Il presidente emetta un’ordinanza apposita che risolva questo ennesimo inconveniente a danno delle fasce di studenti che meritano più attenzione”.
“I dirigenti scolastici – proseguono – potrebbero attivare nell’ambito dell’ultimo dpcm del governo Conte del 24 ottobre dei percorsi di istruzione in presenza anche per le classi con soggetti disabili, offrendo opportunità a questi alunni che oggi sembrano invisibili alla politica, ma la precedente ordinanza del presidente della Regione del 23 ottobre complica le cose e lascia la responsabilità ai dirigenti scolastici. Nel tentativo di mettere una pezza, l’assessore Lagalla ha diramato una circolare che prova a chiarire, ma di fatto lascia allo sbaraglio i dirigenti scolastici. Serve dare ai dirigenti la serenità per operare nell’ambito del 25% del DPCM nazionale anche per rispondere ai bisogni educativi di alunni con disabilità e bisogni educativi speciali”.
“Le famiglie di questi studenti – concludono Campo e Zafarana – chiedono a gran voce di non essere abbandonate dalle istituzioni. Musumeci quindi non vaneggi di leggi e leggine. Non serve una legge per mandare i ragazzi a scuola, serve un’apposita ordinanza che consenta ai dirigenti scolastici la giusta serenità per la scelta e la programmazione della didattica in presenza nella quota prevista dal DPCM del 24 ottobre”.



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