Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli ha firmato il decreto di fermo momentaneo dell’aeroporto cittadino “Tito Minniti”, anche se ancora non è operativo, unitamente ad altre importanti strutture aeroportuali d’Italia. La decisione è scaturita dalla imperiosa esigenza, avvertita dal Governo nazionale, di tutelare la salute dei reggini e degli italiani dalla pandemia cagionata dal virus denominato CoViD-19. Una decisone sicuramente sofferta quella del Ministro, ma che non può definirsi disastrosa per la città di Reggio Calabria poiché a utilizzare l’aeromobile, in questi particolari momenti, sono pochissimi reggini, considerato che tutti gli italiani, in base alle disposizioni contenute nel DPCM, sono tenuti a rimanere dentro le proprie abitazioni per scongiurare il pericolo di possibili e ulteriori contagi dal pericoloso coronavirus.

I reggini, in questo particolare momento, hanno dimostrato non solo un elevato senso civico ma hanno anche acquisito la piena consapevolezza che essere rispettosi delle disposizioni emanate dal Governo e attenti ai consigli suggeriti dagli scienziati, si può ridurre drasticamente il rischio di contagio. Una consapevolezza che li ha portati ad accettare, sia pure a malincuore, anche la decisione assunta dal Ministro dei Trasporti e Infrastrutture, di dichiarare chiuso, fino al 25 marzo, l’aeroporto cittadino. Ad alzare la voce ed esprimere invece la sua contrarietà rispetto alla decisione assunta dal Ministro Paola De Micheli, è stato il Sindaco Falcomatà. “L’aeroporto reggino – ha dichiarato il Sindaco Falcomatà – “non può e non deve chiudere”, lamentando, sulla questione, una indifferenza generale. Si tratta di considerazioni che sfiorano l’assurdo tenuto conto che mentre in Italia i contagi da coronavirus si susseguono a ritmo sempre più preoccupante e da più parti si è prospettata addirittura l’idea di essere ancora più energici con le chiusure, il Sindaco Falcomatà, sulla chiusura momentanea dell’aeroporto cittadino, si è abbandonato a riflessioni da campagna elettorale. Il primo cittadino, invece di gridare ora a squarciagola che il “Tito Minniti” non deve chiudere, avrebbe potuto utilizzare, la sua autorevolezza e le sue corde vocali, nel corso di cinque anni di consiliatura. Farlo adesso, in un momento così delicato e con toni e strategie da campagna elettorale, è una cosa che lascia basiti. Non c’è dubbio che l’aeroporto cittadino va difeso e salvaguardato da una sua definitiva e pericolosa chiusura, ma il Sindaco Falcomatà ha sbagliato tempi e modi per imbastire una lotta a favore dell’aeroporto reggino. Oggi, il Governo nazionale, con accanto i migliori scienziati del settore, è impegnato a combattere e debellare un nemico invisibile e tremendamente contagioso che è il coronavirus. Non è il momento di effettuare strategie di campagna elettorale per dimostrare ai reggini che il primo cittadino ha difeso l’aeroporto. La salvaguardia della salute dei reggini e di tutti gli italiani dalla pericolosa pandemia in atto, viene prima di ogni altra cosa. Per discutere e affrontare la crisi dell’aeroporto e l’assenza dell’alta velocità, che hanno profondamente condizionato la mobilità dell’intera comunità reggina, il primo cittadino ha avuto tutto il tempo di farlo, nel corso della sua consiliatura, sia con il Governo sia con la Regione. Questi passaggi e interventi o non ci sono stati oppure sono stati talmente blandi che non hanno sortito alcun effetto. Per questo, la situazione in cui versa l’aeroporto cittadino e l’assenza dell’alta velocità, sono aspetti che non possono essere affrontati e risolti in questo particolare momento attraverso slogan elettorali e comunicati stampa. Occorrono, invece, interventi manageriali di spessore in grado di mettere in piedi un vero e proprio piano industriale.


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