Il sindaco Giovanni Formica appresa la notizia dell’operazione condotta dalle forze dell’ordine che ha portato all’arresto di 59 persone, alcune delle quali di Milazzo, ha diffuso la seguente nota.
“Esprimo la gratitudine mia personale e dell’intera città di Milazzo alla Magistratura e alle Forze dell’Ordine per la brillante operazione che stanotte ha inferto un colpo micidiale all’organizzazione mafiosa Barcellonese e alle sue articolazioni operanti anche nel nostro territorio.
Alcuni anni addietro, quando nel corso di una trasmissione televisiva, alla domanda di Vittorio Sgarbi se a Milazzo ci fosse la mafia risposi di sì, si sollevò una polemica politica che addirittura spinse un consigliere, oggi candidato alla carica di Sindaco, a chiedere la convocazione di un consiglio comunale straordinario per censurare le mie “gravi” affermazioni che avevano dato di Milazzo un’immagine negativa. Una forma di negazionismo che fa male alle istituzioni e indebolisce la parte sana della società.
Da allora, in più circostanze abbiamo, purtroppo, avuto la prova che non mi sbagliavo e ancora una volta lo abbiamo appurato oggi, leggendo di un numero impressionante di arresti e di una rete criminale pervasiva che, nonostante il duro lavoro e gli innumerevoli successi degli organi dello Stato, si dimostra dura a morire.
Mi auguro – conclude il primo cittadino – che in questo momento in cui nella nostra Milazzo è iniziata la campagna elettorale per le elezioni amministrative, amministratori in carica e candidati sindaco, magari rivedendo le posizioni espresse in passato, avvertano il dovere di esprimere soddisfazione e gratitudine per i risultanti raggiunti dagli investigatori.
Sarebbe un messaggio importante per i cittadini che dimostrerebbe loro che, pur se spesso distanti, su alcune cose, centrosinistra, centrodestra, forze civiche e movimenti stanno dalla stessa parte e si sentono impegnati, con gli organi dello Stato, nella difesa della legalità, strumento indispensabile di libertà e di crescita”.
La replica del consigliere Midili: “Affermazioni imbarazzanti del sindaco Formica”
In merito alle dichiarazioni del sindaco Formica, non si è fatta attendere la replica del consigliere Pippo Midili. “Trovo quanto meno imbarazzante –dichiara Midili – fare campagna elettorale su una brillante operazione della DDA, l’operazione Dinastia, sulla quale tutti dovremmo complimentarci. Il prossimo ex Sindaco della mia città ha invece emanato un comunicato stampa, per chiaro populismo di bassa lega e che sminuisce il valore di quanto fatto oggi dagli uomini delle forze dell’ordine e della Procura per proporre un attacco contro la mia persona e la mia candidatura a Sindaco. Indicandomi come negazionista della mafia il Sindaco intende sottendere cosa? Lo chiarisca senza retro pensieri. La storia di ognuno di noi parla in maniera inequivoca per cui, se sa cose che ha me sfuggono le renda pubbliche.
Per chiarezza e sperando che con queste parole possa comprendermi anche lei, nessuna richiesta di consiglio comunale fu avanzata per il fatto che lei dichiarò in televisione “ Milazzo è una città mafiosa come tutte le altre in Sicilia.” che equivale a dire che ogni milazzese è potenzialmente mafioso. Questo non lo accettai a novembre del 2016 e non lo accetto neanche oggi ed in aula dissi che Milazzo subisce, come molte altre città in Sicilia, il fenomeno mafioso e che ciò non equivale a dire che è una città mafiosa. La stragrande maggioranza dei miei concittadini è onesta, seria e laboriosa.
Il consiglio straordinario – prosegue Midili – lo richiesi per avere contezza dei procedimenti disciplinari da lei annunciati su alcuni dipendenti del Comune e per avere contezza di alcuni procedimenti precedenti rimasti senza alcuna risposta da parte sua. Tendere a confondere la gente è sempre stata la sua tattica preferita. Adesso mi auguro che le sia chiaro tutto. Una cosa però la chiedo prima che lasci la carica di primo cittadino. Come mai ha atteso solo oggi per esprimersi in questi termini di eloquente volgarità ed insinuazione nei miei confronti, considerando che nel corso degli ultimi tre anni, grazie a Dio, la Dia e le forze dell’ordine hanno portato brillantemente a termine altre operazioni antimafia che hanno interessato pure la nostra città senza che lei, Giovanni Formica, spendesse una sola parola di elogio nei confronti dei tutori della legge e di veleno ( politico) su di me e le mie dichiarazioni?. Non avendo voglia di continuare ad alimentare il suo polemico gioco, continui pure a fare campagna elettorale contro di me e magnificando le sue insane gesta compiute nel corso di questo quinquennio che resterà certamente nella storia della nostra città”.
Operazione “Dinastia”, controreplica di Formica a Midili
Controreplica del sindaco Formica al consigliere Midili a proposito dell’operazione “DInastia”. Il primo cittadino lette le dichiarazioni dell’esponente politico di opposizione, ha diffuso la seguente nota: “Mi sorprende la reazione nervosa e scomposta del consigliere Midili al mio comunicato sull’operazione “Dinastia”, ma ancor più mi sorprendono le cose non vere da lui affermate. Sarebbe stato sufficiente ammettere di avere, al tempo, clamorosamente sbagliato.
Io sto ai fatti e cito un articolo di stampa del 24 ottobre 2016, del quale non trovo smentita alcuna, dal titolo “Mafia a Milazzo, Midili chiede un consiglio comunale straordinario”. Nel corpo dell’articolo si trova il virgolettato delle dichiarazioni fatte in aula dal consigliere, che mi limito a riportare col copia-incolla, nelle parti di interesse.
Questo è ciò che ha detto: “Mi sono coricato alcune sere fa pensando che Milazzo fosse una città normale. Mi sono risvegliato l’indomani sapendo, grazie alla televisione, che Milazzo è una città dove c’è la mafia e l’omertà sociale. Parole del nostro sindaco dichiarate durante la trasmissione Piazza Pulita di La7”; ancora “A esplicita domanda di Vittorio Sgarbi al nostro sindaco, “ma a Milazzo c’è la mafia?”, la risposta testuale è stata : “Si, come in tutta la Sicilia”; “… Io vivo in un’altra Milazzo, dove c’è la delinquenza media ma mai è balzata agli onori della cronaca per avere cosche o famiglie mafiose. Sono orgoglioso di vivere in un’altra Milazzo. Il sindaco si svegli:
il periodo del kgb sono finiti”; ed infine “Mi sento da milazzese offeso da quanto dichiarato dal sindaco in televisione. Voglio capire perché ha associato la parole mafia a Milazzo e cosa intende per controllo sociale. Perché questo significherebbe, a questo punto, che una parte di questo consiglio comunale ha ricevuto voti dalla mafia. E io ritengo che non sia così. Quindi caro presidente la invito a fare riunione inerente con i capigruppo per verificare la necessità di una riunione straordinaria alla presenza del sindaco. Capire se viviamo in una società satellite degli anni 80 dell’Unione Sovietica”.
Poi, in effetti chiese anche un consiglio straordinario su alcuni procedimenti disciplinari.
Nessuna insinuazione, quindi, nei confronti del Consigliere, ma soltanto l’invito a chi si candida alla guida della città a dire parole chiare su un fenomeno che, come dimostrato, riguarda anche noi.
Parole che per me sono facilissime da pronunciare, con riguardo all’ultima operazione come a tutte le precedenti.
Aggiungo che intervenire, come ho fatto, richiamando il periodo di campagna elettorale che si affaccia, non significa sminuire l’operato degli inquirenti, ma esattamente il contrario. Chi ha responsabilità nel governo della cosa pubblica non può limitarsi ai complimenti, ma deve personalmente essere impegnato, coi fatti, a difendere i valori della legalità contro ogni mafia e deve dichiararlo ogni volta che se ne presenta l’occasione, perché il messaggio, partendo dalle Istituzioni, diventi sempre più un patrimonio dell’intera collettività.
Questo è l’aiuto concreto che dobbiamo, tutti insieme, dare allo Stato nella lotta alla criminalità organizzata che, altrimenti, rischia di diventare una cosa che devono fare altri.
Il fatto, poi, che il consigliere Midili ritenga che ciò che io dissi al tempo “equivale a dire che ogni milazzese è potenzialmente mafioso” è una sciocchezza talmente evidente che non merita approfondimenti. Io dissi quello che è qui riportato testualmente, che è talmente chiaro che non richiede alcuno sforzo interpretativo”.


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