Mafia in Sicilia, Margherita Landa: “Gli estorsori che abbiamo denunciato ci minacciano, ci sono arrivati davanti la porta di casa mentre mettevo i miei figli in macchina”

Margherita Landa è sposata con Filippo Misuraca, imprenditore edile della provincia di Palermo che nel 2013 ha denunciato i mafiosi che gli chiedevano il pizzo. Oggi la sua famiglia vive una situazione molto complicata, in quanto senza scorta

Margherita Landa, presidente dell’Associazione sostenitori collaboratori testimoni di giustizia, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “Cosa succede in città” condotta da Emanuela Valente su Radio Cusano Campus. Margherita Landa è sposata con Filippo Misuraca, imprenditore edile della provincia di Palermo che nel 2013 ha denunciato i mafiosi che gli chiedevano il pizzo. Oggi la sua famiglia vive una situazione molto complicata, in quanto senza scorta. “Abbiamo creato insieme la nostra associazione –ha affermato Landa-. Stiamo cercando di lottare per portare a termine la nostra battaglia contro la mafia e per cercare di aiutare i figli dei collaboratori e i nostri figli che hanno diritto a vivere più tranquilli e sereni. I collaboratori di giustizia, noi abbiamo un’altra linea con cui veniamo seguiti. Ci sono dei percorsi diversi. Noi ora stiamo cercando di lavorare sia per testimoni che per collaboratori. Ci sono testimoni di giustizia di serie A e di serie B, perché le pratiche che vengono portate avanti da chi ci dovrebbe sostenere come le associazioni antimafia privilegiano alcuni rispetto ad altri. Gli estorsori che abbiamo denunciato ci minacciano, ci sono arrivati davanti la porta di casa mentre mettevo i miei figli in macchina. Mi sono spaventata tanto. Mi sono venuti vicino, guardandomi negli occhi e dicendo: ricorda a tuo marito che lo stiamo cercando. Tre giorni prima del processo ci hanno incendiato le macchine. Non più di un anno fa mi hanno allentato le ruote della macchina, dato che sto sempre allerta ho sentito dei rumori strani e ho fatto controllare l’auto. I miei figli viaggiavano con me. Non abbiamo alcuna protezione, mio marito ha la scorta soltanto per uscire da casa, ma quando entra in autostrada non lo seguono. Stiamo riprendendo con i ricorsi. Abbiamo avuto anche problemi con i legali che avevamo, non hanno seguito bene tutta la nostra vicenda. Finalmente abbiamo trovato un avvocato che ci sta seguendo bene e sembra che anche la prefettura si stia svegliando. Tuttora siamo considerati quelli di serie B, forse perché non abbiamo fatto troppa propaganda su quanto ci sta accadendo. C’è molta omertà in Sicilia. Ancora oggi quando la gente sente che abbiamo denunciato ci dice: bravi. Però si spaventano, hanno paura a far avvicinare a noi i loro figli. Mia figlia di 9 anni a scuola stata chiamata infame dal figlio di un mafioso e la maestra non l’ha difesa”.