Sicilia, il Tribunale riassegna la scorta allo chef che denunciò il pizzo: “Presupposti di estrema gravità”

Sicilia, riassegnata la scorta allo chef che denunciò il pizzo e fece arrestare i suoi estorsori. A luglio la tutela era stata revocata per la seconda volta, ritenendo che non ci fossero i presupposti reali di un pericolo concreto e attuale

Il Tar del Lazio ha sospeso per la seconda volta il provvedimento di revoca della scorta a Natale Giunta, lo chef palermitano che negli anni scorsi ha denunciato e fatto arrestare chi gli chiedeva il pizzo. Secondo il Tribunale “Sussistono i presupposti di estrema gravità e urgenza”. Dal maggio 2013 lo chef beneficia di due agenti di scorta su un’auto non protetta. Nel maggio scorso la Prefettura di Palermo gli comunicò la revoca della tutela, sebbene le intimidazioni non fossero finite. Prima di maggio infatti, allo chef era stata recapitata una busta con un proiettile e una lettera contenente delle minacce di morte. Il suo legale, l’avvocato Maria Geraci, ha quindi presentato ricorso contro il provvedimento di revoca della misura di protezione assunto dall’Ucis. Lo scorso marzo il Tar ha annullato il provvedimento restituendo la scorta, ma a luglio scorso la tutela fu nuovamente revocata, ritenendo che non ci fossero i presupposti reali di un pericolo concreto e attuale. Ieri è arrivato l’ultimo decreto del Tar del Lazio: la sospensione del provvedimento impugnato e il ripristino urgente della scorta. “Purtroppo solo a distanza di qualche mese dalla sentenza del Tar del Lazio del 21 marzo scorso – ha dichiarato l’avvocato Geraci – Giunta si ritrova ad affrontare ancora una volta la stessa aberrante situazione di un anno fa, quando il ministero dell’Interno, asserendo l’insussistenze di un pericolo concreto ed attuale, gli revocava la misura di protezione. Oggi, a seguito di altro provvedimento di revoca della scorta, Giunta, per tutelare la propria persona, ha dovuto proporre di nuovo ricorso al Tar Lazio. A questo punto attendiamo fiduciosi nella magistratura”.Mi sento sereno e continuerò a lottare – ha detto chef –. Un grazie da parte mia va a quei giudici che hanno capito la mia situazione. Io credo alla magistratura e alla forze dell’ordine e mi batterò sempre per la mia terra, la Sicilia”.