Reggio Calabria: migliaia le persone che nelle due giornate di primavera del Fai hanno visitato Seminara

Reggio Calabria: migliaia sono state le persone che nelle due giornate di primavera del Fai hanno visitato Seminara, tutto curato nei minimi dettagli dall'ormai instancabile curatore del Tesoro della Basilica Domenico Scordo

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Migliaia sono state le persone che nelle due giornate di primavera del Fai hanno visitato Seminara, tutto curato nei minimi dettagli dall’ormai instancabile curatore del Tesoro della Basilica Domenico Scordo, il quale oltre a formare i “Ciceroni del Pizi di Palmi e del San Paolo di Oppido ha voluto fortemente coinvolgere i tanti ragazzi di Seminara che sapientemente hanno accolto i migliaia di visitatori, gradita è stata la Visita della Senatrice Margherita Corrado, che oltre il suo ruolo istituzionale ha sapientemente assunto il ruolo di archeologa, insieme a Domenico Scordo al Sindaco Carmelo Arfuso e al Comandante della locale Stazione dei Carabinieri Giovanni Di Stefano ha visitato l’ immenso Patrimonio che la Cittadina di Barlaam possiede, alle 18:30 le giornate si sono concluse con uno spettacolare Concerto di musica da Camera del Conservatorio di Vibo Valentia ed i Ringraziamanti a tutte le istituzioni Curia di Oppido-Palmi rappresentata dall’ ingegnere Martino Don Mino Ciano Rettore del Santuario alle Congreghe di Seminara all’ Ama Calabria, al Club Service Fidapa di Palmi rappresentato dal suo Presidente Sissy Barone. I Percorsi hanno Attenzionato La Chiesa di San Marco Evangelista, edificata dopo il terremoto del 1783,
forse sul sito dell’antica chiesa dei Minori Osservanti. Oltre all’altare maggiore, che assembla elementi marmorei di varia provenienza tra cui spiccano le due allegorie della Fede e della Speranza, e agli altari laterali attribuibili per la maggior parte a marmorari e scalpellini siciliani databili in un vasto arco temporale compreso tra il XVI e il XVIII secolo, spicca una delle più pregevoli opere di Antonello Gagini: “la Madonna degli Angeli”. Databile al secondo decennio del Cinquecento, rappresenta una Madonna dallo sguardo assorto con il bambino molto espressivo e vitale; sul piedistallo è raffigurata la Dormitio Virginis; il dossale, sempre marmoreo, raffigurante l’Epifania attribuito a Giovanni Battista Mazzolo della prima metà del Cinquecento, nelle cui lunette vi sono l’Angelo e l’Annunziata ai lati, la Pietà con la Madonna San Giovanni e Nicodemo nella zona centrale; ed infine il frammento superstite della pala marmorea che raffigura, sulla vetta del monte Tabor, gli apostoli Pietro, Giovanni e Giacomo e che è stata attribuita a Martino Montanini. La Basilica con le sue preziosissime opere e con il suo Museo, il Palazzo San Mercurio Dove si possono ammirare le “Foto di pietra” databili al 1560 attribuite al toscano Andrea Calamech, la Chiesetta di San Michele do una delle più importanti opere rinascimentali della Calabria la Dossale in marmo del Montorsoli affascina chi la osserva, il Nuovo Museo delle Ceramiche Calabresi sapientemente ideato e Curato da Monica De Marco e per finire “la cappella sistina della Calabria” il Sacro Monastero Ortodosso con l’ adiacente Chiesa di Sant’Antonio al Borgo con lo Stemma in marmo dei Re Cattolici Risalente al 1500.