Mancanza di fiducia. E’ questa la motivazione che ha spinto il consigliere comunale e assessore di San Ferdinando (RC), Antonio Di Lorenzo, a rassegnare le sue dimissioni. In una lettera inviata al sindaco Andrea Tripodi, Di Lorenzo si scusa con i propri elettori ma ritiene di non essere più in grado di svolgere questa mansione. “Dimissioni sofferte ma irrevocabili poichè ritengo sia venuto meno, tra me e lei signor Sindaco, quel rapporto di reciproca fiducia che sta alla base innanzi di tutti i rapporti umani e, a maggior ragione, di quelli professionali in cui si debba operare per il bene comune. Con grande rammarico per quanto altro si sarebbe potuto far ancore e per aver deluso le persone che mi hanno dato fiducia, sono però convinto che non ci siano più le condizioni per continuare il mio lavoro al suo fianco”, dichiara. Di tutta risposta il sindaco ha invitato l’ex assessore ad un chiarimento pubblico in quanto “le sue motivazioni che, a causa della loro genericità, autorizzano interpretazioni malevole e molto opache, lesive dell’immagine e della onorabilità di questa amministrazione che fa della trasparenza e dell’impegno generoso la cifra del proprio agire. La invito pertanto a voler indicare e circostanziare fatti, situazioni, vicende ed episodi specifici responsabili della frattura personale nei miei confronti e causa, come inoltre lei afferma, della delusione delle persone che in lei hanno riposto fiducia”.
Il sindaco ricorda inoltra che “il Comune di San Ferdinando è stato sciolto ben tre volte per infiltrazioni mafiose e,
a maggior ragione, ogni nostro atto assume un significato e un messaggio che abbiamo il dovere di
ponderare con equilibrio, consapevoli della responsabilità che abbiamo nei confronti della nostra comunità
e del suo futuro. Desidero fortemente che non vi siano ombre sull’operato di questa Amministrazione e pertanto la invito, ancora una volta, a volere dettagliare analiticamente ai cittadini, alle stesse Forze dell’Ordine e a tutte le
altre Istituzioni i motivi della sua “sofferta decisione”. Mi auguro che dietro la genericità che accompagna le sue dimissioni non si celino banali pretesti e che quanto da lei affermato abbia avuto una maturazione autonoma e libera da qualsivoglia condizionamento. Avendo lei esclusa la possibilità di un chiarimento privato, dichiaro la mia disponibilità, assieme a quella di tutta l’Amministrazione, a un confronto aperto ed esaustivo che abbia carattere pubblico. Gli amministratori hanno il dovere di disimpegnare il proprio compito con disciplina e onore e anche la
presentazione delle proprie dimissioni non dovrebbe allontanarsi da questi fondamentali valori“, conclude.


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