“Questa O.S. nella persona del Segretario Generale, Giuseppe Martorano, del Segretario di comparto, Nicola Fotia, apprende con grande perplessità la notizia che, ancora una volta, vede in prima linea, non per primati, la sanità reggina. Il reparto di ortopedia dell’ospedale di Locri chiude per mancanza di medici. Dopo l’allarme lanciato dal Sindaco dello stesso comune, sulla chiusura del reparto, oggi apprendiamo la risposta del Governatore, Mario Oliverio: “Siamo in presenza di un fatto gravissimo del quale vanno individuate le responsabilità. Ho chiesto tramite la direzione sanitaria aziendale specifica relazione al direttore sanitario del presidio ospedaliero. Se dovessero emergere responsabilità o abusi non saranno consentite esitazioni nell’attivazione delle misure necessarie a colpire le responsabilità”. Purtroppo questa presa di coscienza da parte del Governatore arriva troppo in ritardo e a “danno fatto”. Sarebbe opportuno rivolgersi al Direttore Generale dell’ASP, Giacomino Brancati, per sapere che fine ha fatto il bando per affidare il primariato di ortopedia dell’Ospedale di Locri bandito nell’ormai lontano anno 2016″. Lo scrivono in una nota stampa i segretari di FIL Giuseppe Martorano e Nicola Fotia.
“Stessa cosa riguarda i primariati di Radiologia, di Ginecologia, di Cardiologia, di Pronto Soccorso, la carenza del personale di comparto, ecc. ecc… Senza una figura di primariato nei presidi ospedalieri non vengono garantiti i LEA e la salute dei cittadini! I cittadini che hanno bisogno di assistenza, in un periodo importante come quello estivo, proprio nel mese di agosto, dove grazie anche l’affluenza di turisti l’utenza viene raddoppiata, sono costretti a recarsi negli ospedali “di fortuna” a Polistena, Catanzaro o Reggio Calabria. I Segretari, Giuseppe Martorano e Nicola Fotia, si augurano che il Governatore Mario Oliverio, finalmente, prenda una volta per tutte coscienza dei danni che ha provocato nominando, prima Commissario e in seguito Direttore Generale, il dr. Giacomino Brancati, e successivamente chiedendo le sue dimissioni senza successo”, concludono.


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