Reggio Calabria, lettera di un cittadino: “i giovani fuggono e nessuno trova una soluzione”

Reggio Calabria, cittadino indignato: "i giovani fuggono e nessuno se ne interessa"

“In questi periodi si sta sempre piu’ evidenziando, da parte della stampa, associazioni ed altro. la fuga dei giovani dalla nostra citta’. Questa realta’ si sta manifestando ininterrottamente da decenni, con tanti cambi di governance politica e culturale. La cosa preoccupante e che al di la’ delle preoccupazioni non si riesce a trovare una via univoca e risolutiva del problema, tutti ne parlano ma fornendo solo numeri. Viaggiando nel meridione d’Italia mi si e’ fatta sempre piu’ viva l’unica soluzione che abbiamo a portata di mano per fermare l’emorragia di giovani e di eccellenze,… IL TURISMO. La soluzione e’ di una semplicita’ palese, talmente evidente che nessuno la prende in considerazione“. A scriverlo alla Redazione di StrettoWeb è un cittadino indignato, arrabbiato e stanco della situazione in cui versa la città.

Reggio e provincia da molti e’ considerata la Florida Italiana, un tratto di coste enorme non sfruttato e non equipaggiato come avviene in tante altre, piccolissime, realta’ meridionali. Partendo dal centro cittadino non potra’ non notarsi che il piu’ bel chilometro d’italia non ha strutture ricettive adiacenti, sono presenti pero’ uffici pubblici, scuole, Prefettura, Poste, site in immobili di grande pregio. Ed allora perche’ non prevedere uno sgombero totale di queste anomalie creando un altro CEDIR nelle periferie (magari a monte del S.Agata) adibendo queste strutture ad alberghi, ristoranti e negozi turistico artigianali?. Pensare che Reggio possa vivere di negozietti bar e pizzerie o sale slot o magari sognare un polo industriale di chissa’ cosa e’ da folli. Reggio puo’ e deve sfruttare quella che e’ la sua natura reale, una citta’ con un sottosuolo pari alla antica Roma, con un percorso mare monte che e’ di pochi chilometri e con una vista naturalistica unica nel mediterraneo. Puntare forte in questa direzione significa creare una progettualita’ che miri contemporaneamente a delocalizzare le varie strutture pubbliche in periferia e contestualmente adibire le parti centrali al solo uso turistico, creando posti letto e di intrattenimento adeguati. Il turista giornaliero lascia in termini economici molto poco, quello stagionale crea indotto e posti di lavoro stabili, perche’ il nostro clima permette un accesso anche nei mesi non estivi (ricordiamo Gambarie ed il Parco Aspromonte)“, prosegue.

La politica non accetta quello che e’ un progetto che va oltre i cinque anni di mandato, punta piuttosto ai piccoli interventi di borgata, alla stradina, al cambio nome di una contrada, ma niente di piu’. E non si pensi che l’intralcio si la malavita, quella c’e’ pure a Taormina,  Cortina, in Sardegna come in tutto il resto del mondo. Voi amici della stampa avete un grande potere, quello di indirizzare l’opinione pubblica attraverso ragionamenti seri alla riscoperta delle proprie prerogative. Cominciate da domani a battere su questo tasto, martellate pagine su pagine per spingere il politico a pensare in chiave turistica. Io sono Francesco Gangemi e sono un normale cittadino di 53 anni che non vuole scrivere per apparire saccente.  Solo cosi’ permetteremo ai nostri figli di non abbandonare Reggio. Magari ci vorra’ un decennio per completare questo progetto, ma avremmo dovuto pensarci gia’ 30 anni fa’, e comunque non e’ mai troppo tardi per rivivere e risollevarsi. I fondi europei servono anche a questo“.