E anche stavolta la cronaca dimostra che Vittorio Sgarbi aveva ragione: quando il noto critico d’arte e opinionista combatteva la mafia delle pale eoliche, in tanti gli ridevano dietro. Invece giorno dopo giorno le inchieste della magistratura confermano come proprio sulle energie cosiddette rinnovabili e “pulite” si nasconda il peggior business criminale. Stamattina, infatti, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale reggino, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri, a carico di 13 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, dei delitti di associazione di tipo mafioso, estorsione, illecita concorrenza con violenza o minaccia e danneggiamento, aggravati dal metodo o delle finalità mafiose, e induzione indebita a dare o promettere utilità.
I destinatari della misura della custodia cautelare in carcere sono:








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