Il Sindacato Autonomo di Polizia si trova costretta a denunciare pubblicamente le gravi carenze di organico presenti alla locale Sezione Polizia Stradale di Vibo Valentia. “La segnalazione viene resa pubblica, anche e soprattutto per prevenire qualora possibile il decremento dei servizi d’istituto in occasione dell’approssimarsi del periodo estivo. L’arrivo della stagione estiva porterà nella provincia vibonese un forte incremento in termini di traffico non solo sull’arteria autostradale, ma anche e soprattutto sulla viabilità interna. Al fine di ben comprendere la situazione attuale, si fa presente che la Sezione Stradale, veniva istituita il 10/06/1996 con una dotazione organica di 42 unità, con la creazione dei Centri Operativi Autostradali nel 1999, si incrementava la pianta organica di ulteriori 22 unità da destinare alla Sottosezione di Sant’Onofrio di fatto mai realizzata. Dal 1999, la Sezione garantisce la vigilanza autostradale attraverso l’impiego di due pattuglie sull’arco dell’intera giornata, garantendo la vigilanza sulla viabilità interna solo saltuariamente ed attraverso l’impiego di personale utilizzando l’ufficio dello straordinario“. Lo scrive in una nota stampa il Sindacato.
“Dal 2015 ad oggi la Sezione a visto decrementare la propria pianta organica, di fatto ad oggi, mancano 7 unità nel ruolo Assistenti/Agenti, 4 unità nel ruolo dei Sovrintendenti ed 1 unità nel ruolo direttivo. A tutto ciò, si devono detrarre altre 4 unità del ruolo degli Assistenti Agenti attualmente indisponibili a vario titolo. Con l’inizio del corso allievi Agenti inoltre, un dipendente del ruolo degli Ispettori verrà aggregato per le esigenze del corso di formazione, aumentando quindi le carenze nel settore dei sottoufficiali disponibili. Come si potrà notare, tali gravi carenze si ripercuotono sul servizio alla cittadinanza, in quanto i servizi subiranno oltre che un serio ridimensionamento, anche una riduzione del controllo del territorio, determinato da una riduzione di pattuglie sulla viabilità interna ed autostradale“, conclude.


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