A Catanzaro al Nuovo Supercinema va in scena in anteprima “The Ghost of Dachau. Per non dimenticare”

Tre elementi che si fondono per raccontare una storia, questa la caratterista dello spettacolo “The Ghost of Dachau. Per non dimenticare” che andrà in scena in anteprima nazionale al Nuovo Supercinema di Catanzaro

GHOST OF DACHAU LocandinaIl viaggio, gli incontri. Esterno giorno di un mattino di dicembre, il pullman parte e arriva a Dachau. Il tempo si ferma nel campo di concentramento, visitarlo diventa l’input di un reportage video nel vento freddo di Germania. Gli scambi. Interno sera. Due persone parlano al telefono e si scambiano idee: “Sai, sette anni fa ho girato un reportage sul campo di concentramento di Dachau” – dice lui. “Interessante” – risponde lei. L’idea in un attimo diventa oggettivamente realizzabile. “Perché non mettiamo insieme forme d’arte come il teatro e la musica attualizzate insieme allo storytelling?” Manca il terzo elemento fondante. Il sociologo storyteller è presente, l’attrice anche e il cerchio si chiude con il giornalista cantautore. Nasce così il progetto “The Ghost of Dachau”, per non dimenticare gli orrori delle guerre, per non dimenticare la segregazione razziale e la ferocia del Nazismo. Fulvio D’Ascola, il sociologo storyteller, Marcello Barillà il giornalista cantautore e l’attrice Anna Macrì sono i protagonisti di questo spettacolo teatrale, con la partecipazione del M° Demetrio Fortugno al sax soprano. Una forma di spettacolo che si compone e si scompone con luci e video, con canzoni e coinvolgente recitazione, tra immagini in bianco e nero e frammenti di melodie e suoni. Al Nuovo Supercinema di Catanzaro, venerdì 2 marzo alle ore 20.30, “The Ghost of Dachau. Per non dimenticare” andrà in scena in anteprima nazionale e cresce l’attesa per scoprire la multimedialità di un evento che è destinato al pubblico dei teatri ma contiene in sé tutte le premesse per diventare un format destinato alle scuole, perché la cura e la trasmissione della memoria degli e/orrori del passato servono soprattutto a coltivare la formazione delle nuove generazioni. Il seme del male è piantato sin dal tempo di Caino e non si smette mai di doverci fare i conti.