Quarant’anni e non sentirli: arriva a Messina la nave Anteo [FOTO]

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StrettoWeb

Il prezioso mezzo della Marina è ormeggiato al porto militare cittadino per una missione nelle acque dello Stretto. Per quarantott’ore appassionati e curiosi potranno raggiungere Messina e visitare l’imbarcazione

Nave Anteo (5)E’ approdata stamane, a Messina, la Nave Anteo della Marina Militare, un’unità d’eccellenza che dal 1978 viene impiegata sul campo alle dipendenze del Raggruppamento Subacquei ed Incursori. Originariamente costruita come mezzo di soccorso per sommergibili sinistrati, quindi addetta al recupero del personale intrappolato, Anteo è l’unica imbarcazione che può compiere simili missioni nel Mediterraneo.

Essa, però, non viene utilizzata soltanto in contesti emergenziali: al servizio del ministero dei Beni Culturali o del Mise, il personale a bordo opera per ispezionare i relitti presenti sui fondali ed è esattamente questa la ragione che ha portato sub ed incursori nelle acque dello Stretto: effettuando delle immersioni a sessanta metri di profondità, i militari dovranno perlustrare la Nave Groppo, affondata nella Seconda Guerra Mondiale e già ispezionata, in passato, dagli uomini della Combusin. La missione serve, allora, a verificare lo stato di conservazione del mezzo.

Per concludere il lavoro l’AnteNave Anteo (25)o vanta in dotazione strumenti ad alta precisione: si va dal veicolo filoguidato – dotato di telecamere che consentono in via preliminare di perlustrare i fondali – al cosiddetto Ads, uno scafandro rigido in grado di scendere fino a 300 metri di profondità grazie alla maestria degli operatori abilitati. E poi ancora il Mini-Som, SRW 300, che in condizioni critiche può essere pilotato da due effettivi per consentire l’evacuazione di 7 soggetti da un mezzo eventualmente sinistrato. Dotato di una ventosa al fondo, tale mezzo – aspirando l’aria – riesce ad aprire i portelloni delle navi costruite secondo i canoni della Nato e costituisce un piccolo gioiello di nuova generazione. Non manca, infine, un ponte di volo, per consentire a piccoli elicotteri di poter eventualmente prestare servizio.

Dotata di quattro ancore a rombo e due boe laterali, la nave riesce a posizionarsi con estrema precisione laddove è chiamata ad operare. I sub, inoltre, possono immergersi al bisogno anche senza bombole, con la massima agilità garantitagli da un sistema di respirazione ombelicale che consente, in un raggio limitato, di operare traendo ossigeno direttamente dall’Anteo.

Giunta da Augusta, dov’era ferma in sosta tecnica operativa, la nave salperà presto verso le acque di Ancona, Salerno e Civitavecchia, ma non lesina i grandi appuntamenti internazionali. L’anno passato essa è stata in Israele e prima ancora aveva servito in Spagna e in Turchia, laddove, in collaborazione con le autorità locali, c’era stato uno scambio di know-how reciproco. L’Italia, in tal senso, vanta un’eccellenza riconosciuta nel mondo e le 3800 tonnellate di questa imbarcazione, lunga 98 metri e larga 15, contribuiscono ad accrescerne il prestigio.

 

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