La Corte di Cassazione ha respinto la contestazione del reato associativo a carico dei soggetti coinvolti nell’inchiesta “Patti e Affari”: la linea portata avanti dalla Procura è stata così definitivamente sconfessata e l’operazione giudiziaria in sé risulta fortemente ridimensionata. Al centro dell’inchiesta, va ricordato, era finita la rete di accordi che aveva condizionato il sistema di affidamento dei servizi sociali nel distretto sanitario D30. Un’indagine a tutto tondo che aveva portato a 4 arresti (Michele Cappadona, Giuseppe Pizzo, Giuseppe Busacca e Salvatore Colonna) e, in generale, ad un’analisi critica sulla presunta correità al sistema dell’Amministrazione Aquino.
Patti e Affari, la Cassazione ridimensiona l’inchiesta: non c’è il reato associativo
Confermate le indiscrezioni della vigilia: smentita la linea adottata dalla Procura nel corso delle indagini


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