Lasciare la città non vuol dire abbandonarla: potrebbe essere questo il mantra che ispira la neonata associazione “Fuori di Me“, una sigla che raccoglie gli studenti messinesi in giro per l’Italia o all’estero. Le ragioni alla base del viaggio possono essere le più disparate: c’è chi vuole una formazione specialistica d’alto profilo e chi invece pensa alle connessioni fra il tessuto lavorativo e quello accademico nelle zone industrializzate. Fatto sta che tutti i membri di questa nuova realtà si sono ritrovati attorno ad un’idea: quella di non abbandonare Messina, di non lasciarla definitivamente, di far sentire – anche a distanza – la propria voce.
E di problemi, d’altronde, ce ne sono diversi: primo fra tutti quello della mobilità. Basti pensare ai costi legati alle tariffe Alitalia per le tratte Roma-Catania e Roma-Reggio. In atto, a giudizio della nuova sigla, c’è “una palese speculazione che serve a far lievitare i costi“, specie in prossimità delle feste. Per questo, non senza ironia, spiegano che andare in Canda con una low-cost potrebbe essere paradossalmente più conveniente che volare con la compagnia di bandiera per raggiungere gli scali meridionali.
Il progetto è stato apprezzato anche dal sindaco, Renato Accorinti, e da Vincenzo Garofalo, parlamentare di Ncd e membro della commissione trasporti, chiamato in causa tempestivamente. Di là da questa denuncia, però, la portata della sfida è più ampia: “Fuori di Me – spiega Roberto Saglimbeni, uno dei promotori dell’iniziativa – ha come scopo quello di mettere insieme le competenze che ognuno di noi ha accumulato, per metterle al servizio della città, tramite lo sviluppo di progetti, iniziative, eventi“.


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