
Doveva essere il fiore all’occhiello dell’Amministrazione cittadina, il segno tangibile dell’attenzione agli ultimi quale fulcro centrale dell’agenda di governo: invece la Casa di Vincenzo, meritevolmente aperta da Renato Accorinti, ha dovuto momentaneamente chiudere i battenti e trasferirsi nella scuola Dina e Clarenza.
Il perché è presto detto: fra pulci, blatte e topi l’ambiente è diventato invivibile. Un affresco che potrebbe estendersi alla città stessa, che durante la stagione estiva ha pagato un dazio pesante alla sporcizia e all’incuria in cui versavano le strade. Adesso anche i senzatetto ne pagano lo scotto, con buona pace dell’accoglienza e della salvaguardia dei più deboli.
E sempre in tema di ratti e di necessarie disinfestazioni, resta chiusa – almeno per il momento – la struttura scolastica dell’istituto comprensivo Mazzini-Gallo. Un mese fa si erano registrate le prime avvisaglie, con il ritrovamento di escrementi di roditore nei corridoi del plesso. Da allora soltanto provvedimenti tampone e balletti burocratici hanno accompagnato le denunce della Dirigente scolastica, costretta a battere i pugni sul tavolo per chiedere uno stanziamento minimo che garantisca la salubrità dell’ambiente.


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